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Modena, la polemica. «Ciclabile in via Tagliazucchi Le auto si mettano in coda»

«Le auto si devono accodare e attendere di avere spazio per il sorpasso». A dirlo è la Fiab di Modena, che interviene così sulla questine corsie ciclabili in città, e in particolare sui problemi di traffico nati in via Emilia Ovest, via Morane e via Tagliazucchi, dove il Comune ha introdotto le ciclabili in carreggiata.

«Come era prevedibile - spiega Eugenio Carretti, presidente dell’associazione - l’introduzione di tre corsie ciclabili in città è diventata la causa di tutti i mali della mobilità modenese. Ovviamente non è così. Il Codice della strada dà due indicazioni ai ciclisti e agli automobilisti: i veicoli sprovvisti di motore devono stare “il più vicino possibile al margine destro della strada”, e “il conducente di un autoveicolo che effettui il sorpasso di un velocipede è tenuto ad usare particolari cautele al fine di assicurare una maggiore distanza laterale di sicurezza”».


Per quanto riguarda le corsie ciclabili, la Fiab ritiene «del tutto fuori luogo parlare di provvedimenti temporanei o di emergenza e meno ancora di “ciclabilità spinta” o addirittura di “sindrome da ciclabile”. La vera emergenza a Modena - incalza il presidente - è il livello della mobilità automobilistica privata, non sicuramente quella della presenza di spazi ciclabili. Rimane purtroppo sullo sfondo l’evidente disinteresse politico per il benessere ambientale dei modenesi, che subiscono quotidianamente il traffico parassitario di attraversamento della città, essendo ancora più conveniente passare per i Viali o per il cavalcavia Mazzoni che praticare soluzioni più esterne. A Modena, nonostante le insistenti richieste della Fiab, le corsie ciclabili sono state realizzate senza una preventiva comunicazione ai cittadini e senza azioni di accompagnamento e di controllo da parte della polizia locale. Si sono così diffuse perplessità derivanti dalla cattiva informazione e hanno avuto gioco facile pretestuose critiche di chi considera i pedoni e i ciclisti “utenti incongrui” della strada ed automobilisti che si devono “immolare” sulla carreggiata opposta».

Secondo l’associazione, inoltre, «ci sono state anche alcune sottovalutazioni nella progettazione, perlopiù derivanti dalla mancata riorganizzazione della sosta e degli incroci. È il caso di via Emilia Ovest, dove è stata realizzata una corsia ciclabile verso la Madonnina per regolarizzare la storica pista ciclabile che, da Codice, poteva essere percorsa solo in direzione centro. In alternativa poteva essere adeguata la ciclabile bidirezionale da un solo lato della strada alle dimensioni minime di legge 2,5 metri più 0,50 di cordolo: sempre 3 metri di carreggiata erano necessari. In via Tagliazucchi, dove da anni la Fiab registra centinaia di studenti e lavoratori in bici che la percorrono nelle ore di punta, le nuove corsie hanno delimitato lo spazio alla destra da sempre usato dai ciclisti e hanno riaffermato la loro precedenza: in quel breve tratto di strada le auto devono accodarsi e attendere di avere spazio per il sorpasso. Da codice era così anche prima, a meno che i sorpassi non fossero effettuati contravvenendo alla norma».

L.G.

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