Modena. Strumenti rubati a musicista della Banda popolare dell’emilia rossa  Raccolta fondi per ricomprarli

"Max,  è un musicista professionista e dunque il furto degli strumenti è un danno doppio perché gli impedisce materialmente anche di poter lavorare – rimarca la Banda Popolare dell’Emilia Rossa –Questa strumentazione è stata acquistata in anni di risparmi e sacrifici" Scatta una raccolta fondi solidale sul web

MODENA È stato derubato degli strumenti musicali dopo un concerto, ma la banda in cui suona ha organizzato una raccolta fondi per ricomprarglieli.

Massimliano Codeluppi è il chitarrista della Banda Popolare dell’Emilia Rossa: nei giorni scorsi, dopo aver suonato in un locale di Modena è rientrato a casa.


«Ho parcheggiato l’auto sotto la mia abitazione a Bologna – spiega Massimiliano – Quando sono arrivato non ho tolto tutti gli strumenti, ero stanco e non ho pensato a quello che avrei potuto accadere. Mi è stato rubato un amplificatore e tutta la pedaliera, con l’occorrente per gli effetti che vanno a formare il mio suono. Una serie di oggetti che ho impiegato anni a mettere insieme, a trovarli, a selezionarli... C’è molto mercato rispetto a questi strumenti, ma quelli che funzionano bene non sono così diffusi».

L’entità del furto si aggira tra i 2500 e i 3mila euro. «Questo senza contare gli anni di lavoro che ho investito – aggiunge Massimiliano, che oltre al musicista, fa l’insegnante per “Il flauto magico” presso le scuole Mattarella – Posso dire che ho il cuore colmo di gratitudine per la raccolta fondi, ma anche perché i colleghi mi stanno prestando gli strumenti necessari per lavorare».

La raccolta fondi, sul portale “produzioni dal basso”, ha già superato i 1200 euro.

«Max, a differenza di alcuni di noi che sono operai, è un musicista professionista e dunque il furto degli strumenti è un danno doppio perché gli impedisce materialmente anche di poter lavorare – rimarca la Banda Popolare dell’Emilia Rossa – D’altro canto questa strumentazione è stata acquistata in anni di risparmi e sacrifici che oggi non possono essere sostenuti alla stessa maniera, a maggior ragione in tempi di limitazioni al lavoro musicale causate dalla pandemia. Pertanto chiediamo a tutte e tutti coloro che sostengono e apprezzano la nostra musica – è l’appello della banda – un gesto di solidarietà di classe nel senso letterale del termine. Solidarietà nei confronti di un lavoratore dello spettacolo a cui vogliamo poter ridare il diritto di fare al meglio il suo mestiere, la musica».