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Sassuolo, la storia: lo tampona e se ne va, mamma risolve il caso

Una donna causa un incidente stradale, ma non si ferma La madre di uno dei coinvolti si apposta e la rintraccia

SASSUOLO Non si è fermata dopo essere stata all’origine del tamponamento multiplo lunedì a Sassuolo, in via Regina Pacis; ma l’occhio attento della madre di uno degli altri conducenti coinvolti ha fatto sì che la donna venisse rintracciata.

Erano le 8.10 di lunedì mattina e Davide Cavicchioli stava andando a lavoro: «Non eravamo in colonna – racconta il ragazzo – stavamo rallentando ma non eravamo ancora fermi. Una Bmw grigia mi ha tamponato da dietro ad una velocità abbastanza elevata. Così io a mia volta ho tamponato chi mi precedeva».


Insomma, la dinamica è quella classica del tamponamento a catena.

«Il ragazzo alla guida dell’auto davanti a me è uscito e così ho fatto anche io. Ero tramortito, perché avevo preso una bella botta. Ci siamo detti di fermarci dopo la rotonda per fare tutte le valutazioni. La donna dietro non è scesa dalla macchina, così le ho fatto cenno di fermarsi più avanti».

«Siamo ripartiti e abbiamo fatto la rotonda. Lei ci è venuta dietro e quando ci siamo fermati, lei ha svoltato da un’altra parte». Dopo l’arrivo della polizia locale, Cavicchioli si è recato al pronto soccorso: «Mi hanno dato sette giorni di prognosi per il trauma alla schiena e al collo».

Tornato a casa, il giovane ha iniziato a spargere la voce, sperando in qualche testimone. Alla fine è stato l’intervento della madre a risolvere il caso. La signora è tornata ieri mattina sul luogo dell’incidente, allo stesso orario: la speranza era che la conducente della Bmw percorresse abitualmente quel tratto. E così è stato.

«L’ha vista passare, riconoscendo modello, marca e colore. Tra l’altro nella parte anteriore era ammaccata. Mia madre si è annotata la targa e siamo andati dalla polizia locale. Adesso è tutto nelle loro mani».

Sembra che, rintracciata dalla polizia, la signora abbia riferito di non essersi fermata perché gli altri automobilisti coinvolti sono partiti subito senza dirle niente.

«Voglio sempre sperare nella buona fede delle persone – conclude amareggiato ma sollevato Davide – ma ci siamo fermati a cinquanta metri da lì. Inoltre, se si causa un incidente, almeno una telefonata alla polizia la si fa. A noi è andata bene, se non fosse ripassata in quell’esatto momento, magari non l’avremmo ritrovata».

Stefania Piscitello

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