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Nel cuore di Tokyo apre il terzo ristorante Gucci sotto la guida del modenese Bottura

Grande festa ieri mattina per l’Osteria Francescana. A mezzogiorno in punto lo chef Massimo Bottura e la sua “family” si sono radunati in via delle Rose davanti alla cucina insieme con gli ospiti in attesa di entrare e hanno festeggiato il nuovo arrivato tra i loro locali: Gucci Tokyo. Quello inaugurato ieri sera (italiana) è il terzo per la catena griffata dalla maison di alta moda, dopo Osteria Gucci Firenze e il Gucci a Beverly Hills di Los Angeles. Questa volta il progetto prevedeva uno spazio in una palazzina caratteristica del quartiere Ginza, centralissimo, uno dei più famosi della metropoli giapponese, frequentato soprattutto per il quadrilatero delle boutique di lusso.

Il progetto Ginza è stato il più elaborato perché era nato già prima del Covid ma oltre ai rallentamento dovuti ai lockdown e alle Olimpiadi, per Bottura è stato necessario mettere a punto un menù adatto ai gusti di commensali orientali che potesse essere convincente per il loro palato.


Posto nell’edificio Namiki che ospita anche la boutique Gucci, quaranta posti a sedere (quindi una capienza molto superiore alla Francescana), Gucci Tokyo è stato pensato con un menù italiano: à la carte includerà alcuni piatti tipici della Gucci Osteria, come il leggendario Emilia Burger e i Tortellini in Crema di Parmigiano Reggiano, e anche classici piatti italiani interpretati in chiave creativa, oltre a creazioni stagionali d’ispirazione giapponese. Fra queste ultime, la Parmigiana Ramen e il Milanese Wagyu. Carta dei vini con 350 etichette italiane e francesi. «Abbiamo scelto un menù italiano aperto alla cucina giapponese con materie prime locali - spiega Bottura - questo perché viaggiamo con occhi e orecchie aperte senza mai dimenticare chi siamo e da dove veniamo».