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Robot, sicurezza e cento nuovi assunti: il primo giorno del centro Amazon di Spilamberto

È iniziata l’attività del maxi stabilimento da 40mila metri quadri costato 80 milioni di euro e che avrà 200 dipendenti

Spilamberto alla scoperta del nuovo centro Amazon

Spilamberto. Ha acceso i motori il nuovo centro di smistamento Amazon. Ieri il primo giorno di lavoro effettivo per i cento nuovi assunti. Il taglio del nastro è stato un evento con autorità e forze dell’ordine per mostrare gli ingranaggi della grande macchina Amazon, arrivata a Spilamberto con i suoi quasi 40mila metri quadri di innovazione pura ed efficienza. «È dal 2011 che l’azienda si è insediata anche in Italia – la prende larga Oreste Tagliaferri, responsabile dei centri di smistamento Amazon in Italia e Spagna – Da allora abbiamo investito oltre 6 miliardi, raggiungendo i 12.500 dipendenti a tempo indeterminato a cui offriamo un livello di retribuzione tra i più alti del settore. Oltre a un rilevante pacchetto di benefit fin dal primo giorno, in un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo».

A Spilamberto, la società fondata dal plurimiliardario Jeff Bezos, sempre più preso dal suo ambizioso programma spaziale, ha investito oltre 80 milioni di euro. Nei prossimi tre anni, l’azienda si impegna ad assumere 200 dipendenti a tempo indeterminato, per quello che si attesta come «uno dei centri chiave, non solo per la rete logistica italiana ma anche quella europea», specifica Tagliaferri. Qui, non verrà ospitato alcun inventario. Le spedizioni, infatti, arriveranno già imballate direttamente dai centri di distribuzione. I dipendenti dovranno ordinarle in base alla destinazione e al tipo di spedizione selezionata dal cliente e verranno preparate per l’invio in Italia. Da Spilamberto, dunque, i pacchi si dirigeranno verso i centri di smistamento, raggiungendo da lì il cliente finale. Il sito, alimentato esclusivamente a energia elettrica, è suddiviso su due piani. O meglio, nella parte centrale dell’enorme magazzino svetta il cosiddetto “mezzanino”, un soppalco sul quale potranno accedere soltanto i dipendenti maggiormente specializzati. Lì, infatti, risiede l’area più sviluppata del centro dal punto di vista tecnologico, il cosiddetto “cervello” dell’hub: la zona riservata ai robot.

«Grazie a nastri trasportatori, le spedizioni raggiungono il mezzanino – spiega Tagliaferri – Gli operatori saranno supportati da appositi sostegni in tutte le fasi del flusso, cioè il passaggio delle merci da una fase all’altra dello smistamento. In questo modo, nessun dipendente sarà costretto a lavori di fatica».

Una volta nel mezzanino, i pacchi verranno affidati ai singoli robot, tramite bracci elettronici che operano con sistemi di sottovuoto. Si tratta di piccoli “tappetti magici” che si muovono su una superficie off-limits per gli addetti. Tutta la zona è infatti monitorata con sistemi di sicurezza di ultima generazione, che bloccano le operazioni dell’intero magazzino nel caso in cui un dipendente superi le aree non consentite. Due i lati del megacentro dai quali ripartono le merci e uno quello in cui arrivano i pacchi per essere smistati, prima della ripartenza su gomma. Gli ambienti sono suddivisi in modo che ci sia “un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto”: questo uno dei primi insegnamenti consegnato ieri ai 100 neoassunti, soprattutto giovani. Tutte le linee vengono sanificate con sistemi automatici e ogni postazione è già predisposta con plexiglass e sistemi di protezione adatti alla prevenzione pandemica. Un sofisticato sistema di maxischermi permette agli addetti specializzati di monitorare tutte le fasi del flusso di smistamento e di bloccare determinati scomparti per correggere errori o prevenire possibili pericoli. Sono centinaia le baie di carico sui tre lati dell’hub: tutto il sistema di trasporto è affidato a fornitori esterni. Infine, Amazon ha stretto un patto con Spilamberto lanciando un progetto di sviluppo delle competenze digitali presso l’Istituto comprensivo “Fabriani”. Verranno messe a disposizione strutture e supporto per avvicinare gli studenti al coding creativo che permetterà loro di realizzare un prototipo di software funzionante. Diversi webinar sull’uso della tecnologia nella didattica saranno invece offerti ai docenti.

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