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Carpi, la testimonianza: «Noi genitori temiamo per i nostri figli Risse a scuola sempre più frequenti»

Pattuglie dei carabinieri in via Peruzzi negli orari di punta. Al setaccio i video girati vicino agli istituti per ricostruire l’episodio 

CARPI. «Siamo profondamente preoccupati: ogni giorno, quando i nostri figli vanno a scuola, temiamo che possano essere coinvolti in qualche rissa. Siamo, inoltre, turbati per la minacce via social, usati anche per darsi appuntamento quel giorno, all’uscita delle classi. Chi ci garantisce che non succederà di nuovo?».

Sono preoccupati i genitori degli studenti che frequentano le scuole superiori nel polo scolastico di via Peruzzi. Era l’una di venerdì quando decine e decine di ragazzi si sono dati appuntamento sui social davanti al “Vallauri” e al “Da Vinci”, dopo un primo episodio di tensione che si era verificato all’ingresso a scuola. Qui, alle 8 dello stesso giorno, tre studentesse si erano affrontate: il fidanzato di una di loro, studente dell’Itis, si era messo in mezzo per separarle. È volato uno schiaffo e da quella scintilla è esplosa la maxi rissa che ha visto arrivare, secondo testimoni, alcuni contendenti minorenni, incappucciati e con bastone davanti alle scuole. “Vi ammazziamo tutti, vi impicchiamo”: queste le frasi più ricorrenti indirizzate ad alcuni genitori, ai carabinieri e agli agenti della polizia locale.


All’uscita, alcuni professori hanno scortato il ragazzo dell’Itis che aveva cercato di sedare lo scontro fra le ragazze al mattino, consapevoli che l’atmosfera era molto tesa. Una volta entrato in auto, dov’era atteso dalla madre, è scoppiato il putiferio: altri giovani sono accorsi a decine, cercando di rovesciare la macchina, che ha subito danni importanti che costerà far riparare.

«Non abbiamo mai visto un episodio del genere e siamo allarmati», aggiungono i genitori. Nel frattempo, proseguono gli approfondimenti per individuare tutti i responsabili, buona parte dei quali sono già stati identificati: sono minorenni per i quali le ipotesi di reato vanno dalla rissa al danneggiamento nei confronti dell’auto su cui è salito il ragazzo, oltre agli insulti e alle minacce rivolte sia ai genitori, sia ai militari. Verranno analizzati anche i filmati dei dispositivi vicini alle scuole che potrebbero contenere elementi utili per l’indagine.

Ieri, il ragazzo dell’Itis che si trovava nell’auto della madre quando è stata spintonata non è andato a scuola e la famiglia è comprensibilmente provata per l’accaduto.

«Un insegnante del “Vallauri” era al corrente dell’atmosfera tesa che si era venuta a creare e ha avvisato i nostri insegnanti che hanno fatto il possibile – afferma Marcello Miselli, preside dell’itis Da Vinci – Anche stamattina (ieri mattina, per chi legge, ndr), c’erano tre pattuglie dei carabinieri davanti a scuola all’una. La famiglia del ragazzo è chiaramente colpita per quanto accaduto e molto preoccupata. Si è trattato di un episodio grave sfociato da futili motivi, in cui è possibile che qualche facinoroso abbia cercato il pretesto per essere violento. Ai genitori abbiamo manifestato la nostra disponibilità a portarlo fin dentro al cortile, nel caso non si sentano sicuri a lasciarlo fuori. Ho cercato di tranquillizzarli dicendo loro che i carabinieri stanno facendo gli approfondimenti necessari. Nel frattempo, a scuola continuiamo a portare avanti tantissimi progetti su bullismo, rispetto della legalità, delle norme. Abbiamo previsto una trentina di ore per classe sull’educazione al rispetto delle regole».

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