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Modenesi nella morsa dei truffatori Tre raggiri al giorno e il web preoccupa

I dati di Federconsumatori tratteggiano un’emergenza continua da cui non si salva nessuno «Tecniche sempre più efficaci che sfruttano le debolezze della gente. Non abbiate paura a parlarne»

MODENA. Magari dal vivo succede un po’ meno, perché “grazie” alla pandemia tante persone hanno imparato a non far entrare nessuno in casa. Però quello che esce dalla porta a volte rientra… dal computer, perché nell’epoca del Covid il “mercato” delle truffe non si è affatto fermato. Anzi, i truffatori sembrano più attivi che mai e pronti ad architettare colpi sempre più elaborati e complessi. Lo sa bene Federconsumatori Modena, che attraverso lo Sportello Sos Truffa dall’inizio dell’anno ha preso in carico 450 casi in provincia: considerando che oltre alle telefonate arrivano mediamente una o due mail al giorno per segnalare una sospetta truffa, si può calcolare una media di tre persone al giorno che si rivolgono allo sportello modenese per chiedere aiuto.

Ma quali sono le tipologie di truffa più frequenti registrate a livello provinciale nel secondo anno della pandemia? «Si tratta senza dubbio di una tipologia variegata – spiega Simona Baldaccini, responsabile dello sportello – con un deciso spostamento verso l’online grazie alla proliferazione di “siti truffa” che aprono e chiudono continuamente. Si tratta spesso di finti store online che propongono sconti esagerati, dando punti di riferimento vaghi, falsi indirizzi e numeri di telefono insistenti, mentre il consumatore spesso sceglie di pagare in contrassegno».


Una scelta che da una parte sembrerebbe favorevole – si paga solo al ricevimento della merce – ma dall’altra rappresenta un’arma a doppio taglio, perché a differenza della carta di credito non è possibile annullare un pagamento.

E le truffe “in carne e ossa”? Il fatto che quelle online abbiano preso il sopravvento non significa che quelle tradizionali non esistano più, anzi. «Per fortuna con la pandemia ci sono meno persone che aprono la porta a chi si presenta davanti a casa – spiega ancora la responsabile dello Sportello Sos Truffa – ma purtroppo i casi sono ancora tanti, e non sono sempre gli anziani ad aprire la porta».

Un episodio recente avvenuto in provincia, ad esempio, riguarda un medico truffato con la vendita di un rilevatore di gas: «La dottoressa era in casa a riposare dopo aver fatto il turno di notte – riprende Baldaccini – e alla porta si è presentato un ragazzo ben vestito e molto educato che dopo aver conquistato la sua fiducia è riuscito a venderle un rilevatore per il gas e uno per il monossido di carbonio. Il problema sta nel prezzo al quale i due rilevatori sono stati venduti: 800 euro, ovvero una decina di volte il costo effettivo dei due strumenti. Questo per dire che può succedere a tutti – incalza la responsabile dello sportello – perché le tecniche dei truffatori sono sempre più efficaci, e spesso cercano di coglierci in un momento di stanchezza, mostrandosi gentili e simpatici proprio per farci abbassare le difese».

Un semplice consiglio, oltre a quello classico di non aprire la porta agli sconosciuti, è quello di non lasciarsi prendere dallo sconforto dopo aver subito una truffa: «Spesso le persone si lasciano prendere dalla rabbia e dal nervoso – chiude Baldaccini – arrivando addirittura a chiudersi in casa pur di non parlarne con nessuno piuttosto che passare per sprovveduto. Invece è importante denunciare quanto avvenuto, anche perché entro due settimane è possibile esercitare il diritto di recesso».

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