Contenuto riservato agli abbonati

Carpi. Silvia cura con gli alpaca i bimbi dopo il lockdown nella sua oasi in campagna

Imparare a relazionarsi tramite un animale magico, l’alpaca, prezioso alleato della salute e di un grande apprendimento educativo, a pochi passi dalle città, in un’oasi completamente immersa nella natura, nelle campagne di via Budrione Migliarina est, fra i civici 68 e 69. Tutto questo è il Centro Loto (su Instagram “Lotopaca”), nato dall’intraprendenza di Silvia Gozzi,

Carpi, Silvia che cura i bimbi con gli alpaca

CARPI. Imparare a relazionarsi tramite un animale magico, l’alpaca, prezioso alleato della salute e di un grande apprendimento educativo, a pochi passi dalle città, in un’oasi completamente immersa nella natura, nelle campagne di via Budrione Migliarina est, fra i civici 68 e 69.



Tutto questo è il Centro Loto (su Instagram “Lotopaca”), nato dall’intraprendenza di Silvia Gozzi, la quale proprio ieri ha compiuto 33 anni ed è tecnico della riabilitazione psichiatrica, specializzata in comunicazione aumentativa alternativa. Questo oltre a essere tecnico dell’apprendimento e manager della biodiversità.

«Dopo il lockdown ho visto un calo nei bambini iperattivi, o con autismo, o paralisi cerebrale – spiega Silvia – Quanto si percepisce è il senso di abbandono in cui vivono le famiglie che si sono trovate, da un giorno all’altro, a vivere questa situazione. Tuttora, si percepisce come molti bimbi che prima del lockdown avevano fatto importanti progressi, siano tornati indietro. Alla luce di queste considerazione del mio forte amore per la natura, che mi ha spinta a diventare manager della biodiversità, ho pensato, dapprima a un’attività con gli asini, poi ho scoperto che c’era già. Così mi sono indirizzata verso gli alpaca: ho conseguito il corso per poter prendere con me questi animali speciali. Finora ne ho due, ma a marzo ne arriveranno altri due. Sono con me da tre settimane e, oltre alla terapia ambulatoriale, andiamo in campagna, dove l’apprendimento è amplificato».

Silvia, innamorata della natura e del proprio lavoro, si è messa in gioco mossa da una motivazione molto forte: ha acquistato un terreno di 10mila metri quadri a Budrione, recintato ampio, ma, al tempo stesso, recintato.

«In confini sono molto importanti in riabilitazione – rivela Silvia – Mi sono innamorata di quel luogo dove ho voluto aprire l’attività che può costituire un grande servizio per il territorio. Questo sia per le scuole, che per i privati, sia per le famiglie che possono averne necessità. Nell’area sorge anche un laghetto, costellato di fiori di loto, che in certi momenti dell’anno acquistano una particolare colorazione rosa».

S.A.

© RIPRODUZIONE RISERVATA