La tua storia/  Le Lucie e Ari, le ragazze modenesi chiedono pace, lavoro e istruzione 

Nell’aprile del 1948 l’Italia esce dal primo voto democratico con l’affermazione della Dc. Il paese è stretto fra le maglie di una tensione crescente.

Il 13 e 14 novembre, in una Modena già scenario di arresti di partigiani, proteste mezzadrili e operaie represse dai reparti della Celere manovrati dal ministro Scelba, 500 delegate dell’Associazione Ragazze d’Italia (ARI) si riuniscono al Teatro comunale nella loro prima Conferenza nazionale.

Al centro dei lavori il tema della pace e quello di un futuro fatto di famiglia e lavoro, dando voce alla diffusa volontà di recupero dell’unità familiare e sociale fortemente messe in discussione dalla guerra. Chiedono occupazione, istruzione professionale, assistenza sanitaria e il diritto a costruirsi una famiglia con prestiti matrimoniali ai dipendenti istituendo una cassa mutua con il contributo dei datori di lavoro. Indicono la Giornata dei telegrammi e inviano 100mila firme al Governo per sollecitare l’approvazione del progetto di legge sui prestiti promosso dall’on. Laura Diaz e dalla Segretaria generale dell’ARI, Marisa Musu.

Migliaia di lettere scritte e raccolte in appoggio al progetto che sta per essere discusso alla Camera. Le conseguenze che la guerra ha fatto subire a centinaia e migliaia di ragazze resteranno documentati in una pergamena della pace a testimonianza incancellabile contro la guerra. La causa della pace è strettamente legata alla sorte delle nuove famiglie”, scrive “Noi donne”.

Rivendicazione immediata dell’approvazione del noto progetto di legge... lavoro per tutti perché con la disoccupazione non si può pensare serenamente al futuro”, dichiara Luciana Franzinetti, Segretaria nazionale dell’ARI, al giornale che per primo ha dato voce alle donne. Assieme a lei, dinanzi a un teatro gremito, intervengono le referenti nazionali Marisa Musu, Elvira Pajetta e la modenese Luciana Leonardi, citando le lotte delle mondine, gli arresti delle contadine di Soliera nella manifestazione per la ripartizione dei prodotti agricoli, le scioperanti di Reggio Emilia.

Si sono mobilitati ampi strati della popolazione: hanno partecipato tutte, anche quelle non iscritte… Le ragazze hanno dimostrato una forte sensibilità politica offrendo indumenti e generi alimentari ai detenuti politici e alle loro famiglie”, si legge su “La Verità”, quotidiano comunista dell’epoca.

Alla fine mamma Pajetta ci ha consegnato la fiaccola della pace perché noi sappiamo mantenerla sempre accesa... affinché il Paese venga risparmiato da una nuova guerra”, dichiara la Leonardi riferendosi alla contrarietà dell’ARI verso quel Patto Atlantico visto come minaccia contro la Russia.

 Conclusasi la Conferenza, il 14 novembre un lungo corteo di giovani ‘Lucie Mondello’ giunte da tutta Italia, sfilano vestite da sposa contro un Don Rodrigo dalle fattezze di De Gasperi, inscenando una parodia dei “Promessi Sposi”.

Altrettante donne in “casacca rossa, berretto a visiera con stella in fronte, calzoni alla cavallerizza” marciano brandendo minacciosi cartelli che ritraggono la colombina della pace ma “era strano e sospetto che inneggiassero alla pace indossando uniformi dell’esercito sovietico”, scrive la Gazzetta di Modena.

C’è chi s’intimorisce del nostro entusiasmo e non si sente sicurononostante la Celere - dice la Musu nel suo discorso - il signor panico oggi ha invaso il Questore di Modena.. sappiamo bene che i colori delle nostre bandiere sono troppo vivi per chi è abituato al nero delle camicie o delle tonache”.

Ne vengono così portate in Questura una ventina e costrette a “indossare l’abito civile: un provvedimento quanto mai opportuno... Ebbene ci sembra che sia più facile per loro trovare un marito indossando regolarmente la sottana”, le scanzona la Gazzetta. Il fatto, ritenuto grave, portò a un’interpellanza al Ministro dell’Interno da parte degli on. Diaz e Cremaschi, sostenuto inoltre dall’on. Borellini, ma non fermò la marea di donne che, inneggiando a Irma Bandiera, Norma Pratelli Parenti e Iris Bersari sentivano di dover portare a vittoria la lotta da loro iniziata per costruire una società più egualitaria e più giusta.

Silvia Bonacini . Caterina Liotti, CDD Modena

LA PRIMA CONFERENZA NEL 1948

Costituita nel ‘44 come Unione Ragazze d’Italia (URI), aderisce all’UDI fin dalla sua nascita divenendone la sezione giovanile. Le ragazze promuovono opera di soccorso verso soldati, partigiani e feriti, profughi e reduci, bambini e famiglie bisognose colpite dalla guerra. Organizzano azioni di sostegno alle rivendicazione operaie e di contributo al risanamento della zona con “brigate del lavoro” composte da fanciulle. 
Collegate al movimento femminile internazionale per la pace, diventano Associazione (ARI) nel ’46 e formalizzano la propria organizzazione nella prima Conferenza nazionale a Modena nel novembre ‘48 quando contano 80mila iscritte a livello nazionale. Le lettere per la pace che l’ARI scrisse contro il Patto Atlantico sono consultabili nella pubblicazione “Le donne e la pace” e depositate in originale al CDD.
In foto, la manifestazione dell'ARI (da “Noi Donne”,numero 41, 1948, Archivio Centro Documentazione Donna)



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