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Modena, uniti per l’energia ecologica  Patto a tre per andare “a tutto idrogeno”

La Provincia riscalderà il Meucci a Carpi, Iris Ceramiche alimenta uno stabilimento, Autobrennero produrrà energia per auto

Gabriele Farina

Cosa hanno in comune una palestra, un impianto ceramico e una stazione di rifornimento? La risposta è: l’idrogeno. La Provincia di Modena, Iris Ceramica Group e Autobrennero utilizzeranno il più leggero elemento chimico per generare energia verde.


«Partiamo dall’acqua e dalle energie rinnovabili», spiega Annalisa Vita, direttrice dell’area tecnica della Provincia. L’ente ha selezionato la palestra dell’istituto Meucci di Carpi per avviare la sperimentazione. La Provincia assicura la partenza del progetto in tempo per l’inizio dell’anno scolastico 2022-2023. All'iniziativa ha contribuito l’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile (Aess) di Modena. Un impianto fotovoltaico permetterà di produrre l’idrogeno con cui riscaldare lo spazio destinato alle attività fisiche degli studenti. In una prima fase, la caldaia a idrogeno sarà affiancata da un’omologa a metano. In una successiva, la seconda sarà superata.

«Ogni anno diminuiremo le emissioni di anidride carbonica in atmosfera di 717 tonnellate - riprende Vita - ovvero quante sono prodotte da 130 persone in un anno. La quantità è equivalente a quanto assorbito in un anno da 21.900 alberi adulti, 145 ettari di bosco ovvero 25 campi da calcio».

Con orgoglio la Provincia rivendica il primato nazionale per la sperimentazione. «Non ci sono solo “bla, bla, bla”, ma azioni concrete», è il commento del presidente Gian Domenico Tomei. La citazione “fumettistica” è alle posizioni di Greta Thunberg, attivista svedese riferimento mondiale di Fridays For Future, movimento critico sui risultati delle ultime conferenze globali sul clima. Lo storico marchio sassolese annuncia un primato a livello mondiale per il nuovo impianto di Castellarano, in partenza nel 2022. «Con una forma mista al cinquanta per cento a idrogeno e altrettanto al metano andremo a risparmiare nel primo anno circa 1.100 tonnellate di anidride carbonica immessa nell’aria - anticipa Federica Minozzi, amministratore delegato di Iris Ceramica Group - L’idrogeno è meno efficiente del metano. Andando al cento percento di idrogeno, il risultato si dovrebbe moltiplicare per tre». L’innovazione si aggiunge ad altri tasselli verdi prodotti dal gruppo in sessanta anni di storia. Minozzi ricorda il motto “economia uguale ecologia” per rilanciare una sfida a livello internazionale. «Quando abbiamo studiato il progetto nel nostro business plan abbiamo visto che l’alimentazione a idrogeno avrebbe comportato un costo ulteriore rispetto al metano - ricorda Minozzi - ma vorrei rifare i conti dopo l’incontro di ieri. Il modello potrebbe risultare piuttosto competitivo».

Non mostra dubbi sulla competitività dell’idrogeno Diego Cattoni, amministratore delegato di Autobrennero. «Il costo dell’idrogeno sarà di un euro al chilo - prevede Cattoni - e si potranno percorrere cento chilometri per ogni chilo. Il pareggio di bilancio avverrà tra brevissimo». Autobrennero possiede un impianto di produzione di idrogeno all’altezza del casello autostradale di Bolzano Sud. In arrivo altri cinque: Campogalliano, Brennero, Trento, Rovereto e Verona nord. «Nei prossimi decenni non ci potrà essere competizione tra l’idrogeno e i combustibili fossili», prosegue Cattoni, indicando i vantaggi della prima fonte di energia. «Siamo ancora al 75 percento circa dell’approvvigionamento da fonti fossili», sottolinea Irene Priolo, assessore regionale all’Ambiente. La Regione intende raggiungere il cento percento di fonti sostenibili entro il 2035. «I finanziamenti pubblici non bastano: servono anche quelli privati», la ricetta indicata da Priolo.