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Modena, pugni in viso alla fornaia e scappa portando via dei dolci

Episodio choc ieri verso le 12 in corso Canal Grande: entra un giovane e fa razzia, ma la titolare si ribella «Mi ha detto che se lo denuncio torna e mi spacca la faccia. Adesso ho paura»

MODENA. Rapinata e picchiata a mezzogiorno nel suo negozio in centro, in quella che dovrebbe essere una delle zone più tranquille, praticamente di fronte al tribunale.

Modena, aggredita e rapinata nel suo negozio in centro



IL RAPINATORE. Episodio choc ieri ai danni della titolare del Panificio Verace 62, in Corso Canal Grande dall’altro lato della strada rispetto la palazzo di Giustizia appunto, di fianco alla libreria di Giurisprudenza. «A un certo punto entra un ragazzo di colore sui vent’anni, a viso scoperto, ben vestito – racconta Clara Mangiapia – in un lampo si avventa sul banco vetrina e arraffa tutto quello che può, tra biscotti e dolci, e fa per scappare. Io gli blocco la porta e gli dico: “Guarda, se hai fame ti do qualcosa, non c’è problema, ma bisogna che me lo dici. Non puoi fare così”.

GETTATA A TERRA. Ma non era certo il tipo che soffriva la fame: era in forze e ben vestito. Lui spinge la porta ed esce, ma io gli corro dietro e gli urlo: “O paghi o mi restituisci la roba!”. E lui per risposta si gira e mi tira due cazzotti in faccia. Non ci ho più capito nulla: mi sono trovata per terra addosso alle sedie e ai tavolini che ci sono fuori, avrò fatto un volo di due metri». Anche una ragazza che stava mangiando qualcosa al forno ha tentato di rincorrere il giovane, ma lui si è dileguato verso Giurisprudenza dopo aver attraversato la strada mentre sopraggiungeva un bus. Sfortuna ha voluto che in quel momento non ci fossero forze dell’ordine in pattugliamento davanti al tribunale, altrimenti sarebbe stata tutta un’altra storia: non sarebbe mai riuscito a scappare in quel modo.

DI FRONTE AL TRIBUNALE. Ovviamente non è il valore della roba portata via, ma il viso gonfio e il gesto a ferire nel profondo: «Sono 15 anni che faccio questo mestiere – osserva Clara – qui in Corso Canal Grande ho aperto il 3 settembre attratta dalla possibilità di lavorare in una bella zona della città. Di fronte al tribunale, con tutte le forze dell’ordine che girano, pensavo proprio di poter essere tranquilla. Invece non è così: mi sono già capitati 2-3 episodi di gente che ha preso qualcosa ed è andata via, e so che anche altre attività qui hanno subito furti. Ma un episodio del genere a mezzogiorno no, non me lo sarei mai immaginato».

PAURA. Adesso ha paura: «Quando è corso via mi ha detto: “Chiama pure i carabinieri, ma guarda che se mi vengono a cercare, io torno e ti spacco la faccia”. Io sono qui che lavoro tutti i giorni, per guadagnarmi da vivere: e se questo ritorna davvero? Mi alzo sempre alle 2, faccio una vita di sacrifici – sottolinea Clara, 32 anni – pago le tasse e affronto tutte le difficoltà di chi cerca di stare in piedi con una piccola attività. Non posso adesso dovermi mettere anche questo pensiero, non è giusto che uno mentre lavora e dà un servizio possa essere aggredito così».

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