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Minacce agli amministratori pubblici modenesi: la foga dei no-vax alimenta l’odio social

Il rapporto di Avviso Pubblico evidenzia l’aumento dei politici sotto tiro: da Bonaccini a Muzzarelli crescono le intimidazioni

Modena. L’Emilia-Romagna è nella top ten dell’ultimo rapporto di Avviso Pubblico, l’associazione che riunisce gli amministratori locali che si impegnano a promuovere la cultura della legalità. Un risultato allarmante, perché il report “Amministratori sotto tiro”, ha monitorato – per il decimo anno consecutivo - gli atti intimidatori, di minaccia e violenza rivolti nel 2020 contro sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali, dipendenti della pubblica amministrazione: una questione che non si limita alle regioni a tradizionale insediamento mafioso, ma che investe il rapporto tra cittadini e politica.

A livello nazionale i dati portano in evidenza l’influenza della pandemia su due fronti: da un lato il 2020 ha registrato un calo delle intimidazioni, causa lockdown. Queste sono state 465 a fronte dei 559 casi registrati nel 2019, una media di 9 a settimana. Ma il report porta in luce anche un altro aspetto. Un caso su tre (il 36 per cento del totale di queste minacce) non ha matrice criminale, arriva dunque da comuni cittadini, e di queste una larga percentuale è scaturita dalle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria: il 42 per cento.


Tornando al dato complessivo, in Emilia-Romagna, che si piazza in ottava posizione, si sono registrati 25 casi nel 2020. A Modena spicca l’episodio della lettera delle Nuove Brigate Rosse inviata al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, a novembre 2020. La lettera minatoria si poneva in contrasto alle restrizioni messe in campo per contrastare il Covid-19. È sotto gli occhi di tutti come nell’ultimo periodo, anche nella nostra provincia, gli amministratori locali siano stati presi di mira da gruppi di no-vax: persone che hanno iniziato a vedere le istituzioni come nemici colpevoli di limitare la libertà personale e dunque da “combattere”. In altri casi amministrazioni e polizia locale sono state attaccate per la concessione di aiuti economici o per scelte che riguardavano il governo centrale.

A livello nazionale la maggior parte delle intimidazioni si è spostata sui social, che si sono issati al primo posto degli strumenti utilizzati per minacciare (19 per cento dei casi censiti). Un triste primato, reso ancora più evidente negli ultimi mesi dal comportamento del gruppo no-vax dei ViVi, protagonisti di azioni coordinate di insulti, offese e minacce a mezzo social nei confronti di chi esprimeva la propria posizione pro vaccino. Basti guardare a quello che è avvenuto negli ultimi giorni a due sindaci della nostra provincia: Giovanni Gargano di Castelfranco e Lisa Luppi di Cavezzo. Il primo ha denunciato l’aggressiva campagna no-vax e no-green pass fatta di deliranti volantini a firma ViVi, l’altra ha espresso solidarietà nei confronti degli operatori sanitari di Mirandola a cui sono state tagliate le gomme delle auto: entrambi sono entrati nel mirino dei ViVi, che hanno intasato i rispettivi profili Facebook di insulti.