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Tangenziale di San Cesario Partono i lavori da 25 milioni

Cerimonia per la posa della prima pietra: la strada libererà il paese dal traffico Zuffi: «Infrastruttura necessaria, ora vogliamo riorganizzare il centro storico» 

Mattia Vernelli

San Cesario. È avvenuta ieri l’inaugurazione dei lavori per costruire la nuova tangenziale che collegherà San Cesario a Piumazzo e Spilamberto. Devierà dal centro storico il transito del traffico pesante, che arrivando da Castelfranco sarà incanalato in tangenziale dalla nuova rotatoria che sorgerà in via Pace, nelle adiacenze di Rosti cucine. Dall’altra parte della tangenziale i veicoli s’immetteranno e usciranno dalla rotonda che sarà costruita in via per Spilamberto, e nell’intermezzo delle due estremità sarà presente la terza intersezione a rotatoria, in corrispondenza della Coop. Il nuovo raccordo scorrerà a est del centro abitato, sarà lungo tre chilometri, comprenderà tre rotatorie di cui due sulla strada provinciale 14, un cavalcavia sull’A1 e due sottopassi ciclopedonali. L’infrastruttura costerà 25 milioni di euro, di cui 15 per i lavori, ed è finanziata dalla società Autostrade per l’Italia, che si era incaricata anche del progetto, nell’ambito delle opere complementari connesse con la realizzazione della quarta corsia dell’Autosole.


«È sicuramente l’intervento più oneroso dal punto di vista economico come Provincia di Modena – dice il presidente Tomei – e finalmente giungiamo al termine, l’iter è stato lungo e complicato. Questa infrastruttura migliorerà la qualità della vita del centro abitato, garantendo una maggiore sicurezza e collegamenti più snelli in tutta la zona, con l’obbiettivo di completare l’opera nella primavera del 2024, con una durata complessiva di due anni e mezzo».

L’entusiasmo per l’opera arriva soprattutto dai residenti del centro storico, perché, come detto del sindaco Francesco Zuffi, «il flusso del traffico al centro dell’abitato era insostenibile, incompatibile con la vita dei cittadini, per questo c’era grande attesa. Abbiamo già iniziato il nuovo piano del traffico, l’idea è di ripensare pienamente il centro storico. Quel tratto di strada diventa comunale, avremo quindi libertà di intervenire per limitare la velocità e creare un centro più a misura per pedoni e ciclisti. Quindi non solo ripensare la mobilità interna ma anche l’opportunità, per il commercio e per gli eventi. Non avremo più l’onere di dover sostenere questo traffico di passaggio».

L’opera è stata affidata al Consorzio stabile modenese, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che nello scorso giugno aveva accolto il ricorso contro l’esclusione del consorzio per questioni legate alla completezza della documentazione e sarà realizzato come ditte esecutrici dal Frantoio fondovalle di Marano e dalla ditta Baraldini Quirino Spa di Mirandola.

«Quando comincia un cantiere – dice Sandro Grisendi, presidente Csm – come impresa siamo all’inizio della fine. La fase burocratica è stata tortuosa, va avanti da un decennio» Il costo dell’opera è in balia delle fluttuazioni che su scala internazionale stanno interessando il prezzo delle materie prime.

«Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti dovrà pubblicare, si spera a breve, un decreto di revisione dei costi, con parametri precisi per ogni materia prima. Un aumento dell’acciaio – spiega Annalisa Vita, la direttrice dell’area tecnica della Provincia – ad esempio, può avere una ricaduta sul costo dell’opera. È difficile però fare delle previsioni adesso, nel quadro economico abbiamo delle risorse utili per far fronte ad eventuali imprevisti».

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