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Marano. Astrazeneca chiama, Alessia risponde La 28enne maranese vola in Svezia

Assunta dal colosso che produce il vaccino anti-Covid «Ho trovato grande professionalità, sarà una bella sfida»

Marano. «La prima cosa che metterò in valigia? Facile, un paravento». Scherza così Alessia, 28 anni, che da alcuni giorni questa valigia la sta davvero preparando. Il paravento, capo d’abbigliamento fondamentale, le servirà per ripararsi dal freddo in Svezia, a Goteborg. Non un viaggio di piacere, quello che affronterà a breve con il fidanzato Alessandro, ma una nuova avventura lavorativa.

Ad attenderla un’azienda leader nel settore farmaceutico, un’azienda che mai come negli ultimi tempi è entrata nel vocabolario degli italiani e non solo: Astrazeneca. Già, proprio il colosso industriale che ha “confezionato” il vaccino anti-Covid. Alessia, che di cognome fa Dani, è di Marano e ha 28 anni, è stata assunta proprio da Astrazeneca.

 

Partirà quindi per il grande Centro sperimentale di Goteborg, una sorta di città della farmaceutica, in compagnia di Alessandro. Anche lui, giovane parmense, nuovo dipendente Astrazeneca. I campi, però, sono completamente diversi. Mentre Alessandro si occuperà della gestione, lui laureato in Statistica, Alessia sarà impegnata nella produzione e nella ricerca che riguarda i farmaci. Sarà impegnata nella “linea di produzione” del vaccino?

Questo non è dato saperlo, anche Alessia non ne è al corrente: «Per strategie aziendali – conferma la dottoressa maranese – non mi sono ancora state comunicate le mie mansioni. Le scoprirò quando, a breve, arriverò ad Astrazeneca». Un marchio che, mai come in questo momento, fa parecchio “rumore”: «Ho affrontato un colloquio e sono stata presa. Ho trovato grandissima professionalità, sono rimasta piacevolmente stupita».

110 con lode alla facoltà di Chimica e Tecnologie farmaceutiche all’università di Modena, Alessia ha ben presto lasciato la “sua” Marano per immergersi nel mondo del lavoro: «Fondamentale – dice – è stato un corso post-laurea che ho svolto a Milano. Avevo infatti bisogno di capire con precisione tutte le sfaccettature della farmaceutica dopo gli anni dello studio conditi da tanta teoria. Una volta individuata quella che sarebbe stata la mia strada mi sono trasferita a Siena e ora sono a Monza, in tutti e due i casi ho sempre lavorato in aziende del settore e sempre mi sono occupata della produzione del farmaco».

Quindi la decisione di cambiare tutto, di lasciare l’Italia per trasferirsi in Svezia. Una decisione arrivata per un curioso motivo: «Io e il mio fidanzato lavoriamo lontano, io a Monza e lui a Parma, ci vediamo poco e volevamo trovare un modo per non dover viaggiare tutti i fine settimana da una città all’altra. La soluzione – ride – l’abbiamo trovata trasferendoci entrambi a quasi 1900 chilometri da casa. Insieme abbiamo affrontato il colloqui e insieme siamo stati presi. Un bel colpo di fortuna. Adesso stiamo cercando casa, ma il mercato immobiliare è abbastanza bloccato. L’impresa non è semplice, ma ci riusciremo».

Così il colosso svedese Astrazeneca attende Alessia e Alessia è pronta, “fedele” paravento compreso, per affrontare questa interessante e importante avventura di lavoro e vita.

E.B.

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