Il prefetto in visita nei luoghi sensibili

Nei giorni scorsi il Prefetto di Modena, Alessandra Camporota, ha proseguito i sopralluoghi presso i principali luoghi di fragilità idrogeologica del territorio della Provincia, a partire dai Comuni dell’appennino emiliano, sino ai territori della “bassa” pianura modenese. Già il 22 settembre il Prefetto, nell’ambito di un programma più ampio, che coinvolgerà prossimamente anche i territori interessati dal fiume Secchia, aveva visitato, insieme al Direttore dell’Agenzia regionale di protezione civile la dottoressa Rita Nicolini, i cantieri in località in Fossalta, la cassa di espansione del fiume Panaro, la briglia di Caselle, Muratori e Zenzano, incontrando gli amministratori locali del Comune di Vignola, Modena e San Cesario sul Panaro.

Martedì, d’intesa con la Prefettura, l’Agenzia regionale di protezione civile ha organizzato, con la presenza dei Sindaci, una visita ai territori interessati dagli affluenti del fiume Panaro. Sono stati illustrati gli interventi che si stanno effettuando o sono già stati completati, per mettere in sicurezza i territori dei Comuni di Fanano, Sestola, Fiumalbo, Pavullo nel Frignano, Riolunato, Pievepelago, Lama Mocogno e Montecreto. Con gli stessi sindaci si sono condivisi i punti di fragilità e di forza dei rispettivi territori, con la promessa del Prefetto Camporota di visite più ampie, dedicate ad ogni realtà locale. Il giorno successivo, il Prefetto ha partecipato ad una giornata pianificata dal Consorzio di Bonifica della Burana e finalizzata ad illustrare le relative attività, che ha visto il coinvolgimento dei Sindaci del comprensorio di pianura e montagna, assessori, funzionari regionali, rappresentanti delle forze dell’ordine e la Regione Emilia Romagna. Nel corso delle due giornate il Prefetto è stata favorevolmente colpita dall’elevata affidabilità del sistema di gestione del territorio e ha avuto modo sottolineare come «in un territorio caratterizzato da un’elevata complessità idrogeologica ed in presenza di diverse competenze, è necessario, in assenza di emergenze in atto, consolidare una rete di collaborazione».