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Modena: «La Kimera di Cremaschi alla ciminiera della Manifattura»

Un plebiscito: artisti, critici e poeti quasi tutti favorevoli a spostare “il giocattolone ironico” dell'artista modenese dal cinema Raffaello alla piazza della ex Manifattura Tabacchi

MICHELE FUOCO

Si cerca di rimpiazzare con un’altra scultura, nel piazzale dell’ex Manifattura Tabacchi, il Cavallo di Mimmo Paladino “fuggito”, tre anni fa, a Fiorano presso Florim Ceramiche, perché acquistato dal patron Claudio Lucchese. Un’opera che calzava a pennello al luogo con la ciminiera, tanto da creare un’atmosfera metafisica, ricordando anche i cavalli di De Chirico. Il gallerista Emilio Mazzoli, proprietario dell’opera, avrebbe voluto offrirla al Comune a prezzo di costo.


SOLDI SPESI. Ma, si sa, le casse comunali, da qualche tempo, sono nella miseria, e non senza rimpianti, se si considerano i soldi spesi per realizzare il telo di Paladino (ma che fine ha fatto e come potrà essere riutilizzato?) che aveva coperto la Ghirlandina durante il restauro, ma anche per certe mostre alla Galleria Civica, costate una follia, come quella della tedesca Katharina Grosse (115mila euro) che nel 2008 fece, ai tempi della direzione di Angela Vettese, sgocciolare il pennello sulle pareti della Palazzina dei Giardini, poi “ripulite” durante un restauro.

L'IDEA DEL CRITICO. Ora si vuole voltare pagina. Ed ecco l’idea, lanciata sulla Gazzetta di Modena dal critico cinematografico Alberto Morsiani di portare, al posto del cavallo, la Kimera (si presenta, in parte, sotto le sembianze di un’oca su ruote) di Carlo Cremaschi, collocata da anni nei pressi del cinema Raffaello. «Un’idea – dice Morsiani - che mi era in testa da tempo e ho deciso a manifestarla. Cremaschi sarebbe molto contento se si facesse, c’è un certo clima favorevole per questa iniziativa. Vale la pena insistere. In quell’aiuola del Raffaello non la vede nessuno. Merita un posto migliore, anche per le sue caratteristiche estetiche. Si può mettere una pedana in acciaio che possa sostenere il peso di alcune tonnellate. Al suo posto potrebbe starci una diversa scultura, legata al cinema, da scegliere attraverso un apposito concorso. Non si vuole impoverire la periferia per il centro».

PIACE AL PITTORE. L’idea piace moltissimo a Wainer Vaccari, convinto che il posto dove si trova adesso la scultura di Cremaschi sia sbagliato. «È un non luogo, tra il cinema e la rotonda. Nessuna la vede, se non gli automobilisti, con la coda degli occhi, che passano da quelle parti. L’ex Manifattura Tabacchi, che ha rappresentato qualcosa anche a diversi livelli di sviluppo, più che il cavallo di Paladino, si presta molto ad accoglierla. La Kimera è un oggetto che all’interno ha diversi elementi: può essere un giocattolo, pure nel senso di pace, ma essendo gigantesco può somigliare ad un carro armato, con un “becco” aggressivo, a punta, quasi bellicoso. Credo che Carlo abbia voluto fare un omaggio al ‘900. Ha usato il nome Kimera, come metafora, e l’ha trasformata in sogno. Sembra fatta apposta per la struttura novecentesca e sarebbe l’occasione giusta per arricchire la città. Vi passa molta gente che ha la possibilità di ammirarla. Realizzata in acciaio corten, che ha acquisito naturalmente il color ruggine, potrebbe esprimere tutta la sua potenza. Certo, bisogna collocarla bene, con l’aiuto di architetti».

DUBBI DELLO SCENOGRAFO. E sul suo posizionamento ha qualche dubbio l’artista Enrico Manelli, già docente di scenografia all’Accademia di Bologna. «L’opera di Cremaschi è bella, tra le migliori sculture pubbliche, ma non trova facilmente una collocazione ideale. Per il cinema Raffaello risulta piccola, perché si perde nel vasto spazio, per la Manifattura potrebbe essere anche troppo grande e sembrare qualcosa di aggressivo. Non riesco ad immaginarla in questa posizione. Certo, ha un suo carattere impresso da Cremaschi che sa fare il suo mestiere».

E ANCHE AL POETA VA BENE. Non ha dubbi Carlo Alberto Sitta, poeta e presidente del Laboratorio di poesia, che «a Modena ci sono monumenti che andrebbero buttati giù. La scultura di Cremaschi (l’artista fa parte della storia di Modena) ha bisogno di essere rivalutata. Cacciata davanti al Raffaello pare proprio buttata in un fosso. Alla Manifattura potrebbe avere un risalto assolutamente maggiore. Ritengo che il luogo possa dare rilievo all’opera e l’opera riesca a valorizzare il luogo».

GUERZONI DICE NO. Per l’artista Franco Guerzoni «la Kimera sta bene dove si trova adesso. Il cavallo aveva determinato un luogo metafisico. Si faccia fare una scultura, adatta al luogo, attraverso un apposito concorso, sperando che si scelga bene il vincitore. Purtroppo a Modena si fa spesso tutto con le donazioni, così la città di riempie di cose non belle. Su certe sculture è da stendere un velo pietoso. Non migliorano nemmeno con le diverse condizioni climatiche». Fermamente convinto che la scultura possa ben inserirsi nel contesto urbano è lo storico dell’arte Luciano Rivi per la capacità di dialogare con il luogo storico che l’accoglie e rimanda all’industrializzazione e alle ideologie del Novecento, e di poter far parte di una “passeggiata” d’arte che parta dal centro storico. Lo stesso Carlo Cremaschi ritiene che il suo “giocattolone ironico” si è perso in mezzo ad un prato e ha bisogno di maggiore visibilità che può trovare anche nel rapporto con la ciminiera e in tanti aspetti sociali e culturali del secolo scorso che essa rappresenta.

All’amministrazione comunale il compito di prendere in considerazione la proposta e decidere.

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