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Castelfranco, la “dieta sanguinea” chiude la scuola

Sciopero del sindacato Saese per inserire il particolare menù, la preside deve stoppare le lezioni. Genitori sul piede di guerra

CASTELFRANCO. La storia è curiosa e porta in dote almeno un paio di componenti. C’è comunque un finale dal quale partire: la scuola elementare Deledda di Gaggio, siamo a Castelfranco, è rimasta chiusa per due giorni e questo ha fatto infuriare i genitori. Gli stessi che, nel pomeriggio di ieri, hanno inviato una lettere alla dirigente scolastica per chiedere che non si ripeta più. Giovedì gli studenti non erano in classe per un motivo molto semplice e già in programma: manutenzione alla rete elettricità della frazione.

La vera sorpresa, invece, si è verificata ieri quando la scuola è rimasta chiusa per uno sciopero. Uno sciopero indetto dalla sigla Saese. Motivo? Il sindacato chiede «disposizioni per la conoscenza e la promozione della dieta sanguinea» nelle scuole. Una dieta che mette in correlazione il cibo e il sistema immunitario. Per farla semplice: il menù è “tarato” sul gruppo sanguigno di chi, in questo caso, frequenta la mensa scolastica. Pratica attorno alla quale si è acceso un dibattito importante. Sono diversi gli esperti che rimarcano un aspetto non certo secondario: la dieta sanguinea non ha trovato riscontri scientifici. Dibattito tra pro e contro a parte restano lo sciopero, la scuola costretta a chiude e i genitori arrabbiati. Non avendo modo di sapere con anticipo in quanti avrebbero aderito o meno allo sciopero, la preside è stata costretta a stoppare le lezioni


Ma si diceva delle famiglie che hanno scritto proprio alla dirigente: «Non è nostra intenzione esprimere alcun giudizio sui meriti della protesta e riconosciamo l’assoluto e inviolabile diritto allo sciopero, ma riteniamo che alunne e alunni meritino più di ogni altra cosa il riconoscimento e il rispetto dei propri diritti, primi fra tutti studio e socialità. Dopo due anni di frequenza a singhiozzo sarebbe opportuno garantire la didattica e quando possibile la presenza». Inoltre si legge: «Ci saremmo attesi un maggior senso del dovere. Già nel corso della settimana questo plesso è rimasto chiuso. Riteniamo che una maggior responsabilità da parte del personale avrebbe potuto evitare una seconda giornata consecutiva di chiusura. Si sarebbe potuto trovare una forma di protesta che avrebbe comunque messo in evidenza la criticità ma avrebbe potuto evitate una ulteriore assenza agli alunni. Ci auguriamo che in futuro il personale scolastico e il personale Ata possano mostrare maggiore rispetto per gli alunni e per i genitori».

Sulla vicenda Giovanni Gargano, sindaco di Castelfranco: «Provo sincero e profondo sconcerto. Al netto del sacrosanto diritto di scioperare, ritengo che farlo con queste motivazioni significhi svilirne il suo valore. Vengono interrotte le lezioni per motivazioni a dir poco da avanspettacolo, per le quali l’unico sentimento giusto sarebbe la vergogna. Mi auguro che tutti i responsabili a vario titolo coinvolti, oltre a chiarire in maniera inequivocabile l’accaduto, chiedano almeno scusa».

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