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Mirandola: due ladri entrano in casa, ma la polizia li arresta

Il figlio sente il rumore della cassaforte e dà l’allarme: «Si sono lanciati da 4 metri per fuggire». Presi in zona San Prospero

Prima l’udito attento del figlio che non ha soprasseduto su quello strano rumore, poi la rapidità di intervento della polizia di Stato che ha intercettato i ladri nella zona di San Prospero: è così che due albanesi sono finiti in carcere a Modena dopo aver commesso un furto nella zona dell’ospedale di Mirandola. Il colpo è avvenuto nel tardo pomeriggio e ad essere presa di mira è stata una villetta bifamiliare: «Sotto abita nostro figlio – raccontano le vittime – e sopra noi». L’abitazione è la prescelta dai due ladri che si dimostrano abili acrobati. Scelgono infatti di entrare da una finestra del primo piano: sono almeno 4 metri d’altezza. E proprio da lì, una volta scoperti, si lanceranno nel vuoto per evitare di incrociare i proprietari di casa.

«Io ero in taverna – ricorda il manager derubato – quando mi ha chiamato mio figlio. Diceva di aver sentito un rumore strano, che ha subito associato a quello di una piccola cassaforte che ho in casa». I due ladri, infatti, avevano sfruttato la momentanea assenza dei residenti per ispezionare l’abitazione. Avevano un unico obiettivo: individuare la cassaforte, pensando di trovare un ingente valore. E infatti non hanno messo granché a soqquadro, limitandosi a portare via “alcuni oggetti a cui tenevamo molto, ma per questioni affettive”. Una volta trovata la cassaforte hanno iniziato ad armeggiare per aprirla e proprio il rumore dei tasti da digitare ha insospettito il figlio che si trovava nell’appartamento di sotto.


«Chiama la polizia – ha suggerito al telefono il proprietario di casa – Io sono giù, ci sono i ladri». In pochi minuti le due pattuglie in servizio a Mirandola sono arrivate sul posto e hanno avviato le ricerche. I ladri, ormai scoperti, hanno scelto di abbandonare l’abitazione in tutta fretta e tentare di far perdere le proprie tracce a bordo di una vettura che evidentemente li aspettava all’esterno. È mentre loro scappavano dal retro, la polizia arrivava dal davanti, rischiando di bloccarli in flagranza. È quindi stato diffuso l’allarme per cercare la banda, bloccata poco dopo. «Ci hanno detto che li hanno fermati verso San Prospero – racconta la famiglia derubata – Scrivete pure che ringraziamo la polizia perché è stata rapidissima ad arrivare, in neppure due minuti dalla chiamata era già qui e poi sono stati bravi a prenderli».

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