Contenuto riservato agli abbonati

Panaro: Modena si prepara alla stagione delle piogge

Finiti i lavori di costruzione del nuovo argine da Sant’Ambrogio all’Hotel Rechigi mentre è in corso l’intervento nel Tiepido in tutta la zona vicina a via Emilia Est

Modena. Tornano le piogge autunnali e sale immediatamente l’attenzione dei tecnici idraulici di Modena per la situazione del Secchia e del Panaro e del torrente Tiepido. L’obiettivo è evitare di tornare alla situazione da incubo di un anno fa, quando poco prima di Natale le forti piogge portarono a una piena del Panaro e il fiume ruppe l’argine vicino a Nonantola e Gaggio allagando una vasta zona. Con ricadute e altre alluvioni anche nella zona della Fossalta, da sempre la più esposta in città a questo fenomeno. Ormai un anno è passato e il tempo non è stato perso. Aipo e la Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna hanno lavorato a lungo sui due lati della via Emilia Est, di fatto lo spartiacque delle competenze tra i due enti che si occupano della cura fluviale.

Le piogge di domenica pomeriggio e sera, per quanto a tratti forti e intense, non hanno inciso più di tanto. Ma ieri mattina sul sistema di allerta di Arpae era scattato l’allarme alla diga di Sant’Anna. Il bollino rosso indicata addirittura 17,5 metri di livello. Ovviamente un errore.


«Siamo accorsi che era ancora notte – racconta l’ingegner Massimo Valente, dirigente di Aipo per Modena – era indicato un livello davvero abnorme. Invece abbiamo scoperto che era lo strumento di rilevamento dell’altezza delle acque a dare dati sballati. Era fuori uso, ora lo dobbiamo aggiustare. Meglio così. Il livello del Panaro è assolutamente nella norma».

Mentre il dirigente Aipo spiega questo incidente a lieto fine, i tecnici sono affluiti in gruppo e controllano non solo il manufatto dello sbarramento ma tutta la zona della cassa d’espansione. Il Panaro è abbastanza grosso: a Spilamberto raggiuge quasi 2 metri, ma nella norma. Oltre lo sbarramento, l’acqua cresce arrivando a 3,47 dopo l’isolotto a Stradello Romano e a 4.42 metri al ponte di Navicello. Tutto nella norma. Ma ieri è stata la giornata della messa a punto della strumentazione dei controlli in vista dell’arrivo delle grandi piogge autunnali che da qualche anno colpiscono la provincia.

Il Panaro pare in ordine. Anche gli animali sono sotto controllo. Racconta un tecnico Aipo: «Nutrie qui non ce ne sono. Bisogna andare dal Naviglio in su per trovarne. Qui abbiamo invece catturato undici istrici e un tasso questa estate. Scavano delle tane grandi e profonde».

L’estate scorsa Aipo si è impegnata a realizzare il manufatto-chiave per evitare nuovi allagamenti. Racconta l’ingegner Valente: «Ormai abbiamo finito l’intervento di arginatura alla Fossalta al lato della via Emilia Est. Abbiano costruito l’argine vicino alla strada dalla rotatoria di via Scartazza fino all’Hotel Rechigi che servirà a proteggere non solo le ville nei campi retrostanti, di solito allagate, ma tutta la zona».

In effetti il lavoro fatto è vistoso. Interessato alla novità di questo rialzo di terra appena completato è tutto il lato che va dal Ponte di Sant’Ambrogio al Tiepido. Un corridoio in cima percorribile a piedi che eleva la difesa dalle acque su entrambi i lati.

Ma i lavori più grossi sono ora in corso sul alto opposto lungo il Tiepido. Dal Ponte della Fossalta in giù fino oltre al ponticello successivo un grande cantiere sta modellando il corso delle acque di questo pericoloso torrente con pietre, pietrisco, collettori e manufatti che guidano le acque senza però chiuderle come farebbe una spalmata di cemento armato. Dal ponte è stato costruito un muretto di rinforzo per evitare un altro allagamento delle concessionarie Mazda e Land Rover.

«Qui dietro, dal Tiepido, sanno fatto dei grandi lavori e ne stanno facendo ancora – spiega Roberta Ferrari, la titolare della omonima concessionaria – si vedono a occhio nudo. Il nostro muretto in fondo è poca cosa rispetto a quello che stanno facendo nel fiume. Si dovrebbe evitare una situazione come quella dell’anno scorso con l’allagamento e tutti i danni che abbiamo avuto. Ci hanno detto che con questi interventi e quelli di Aipo al lato opposto della Via Emilia Est si dovrebbe resistere fino a un metro sopra la piena dell’anno scorso. Se il Panaro supera la piena e un metro in più, a quel punto, ci è stato detto, il problema non sarà più la Fossalta ma tutta Modena».

L’intervento è stato quindi pensato proprio per disarticolare l’azione combinata del Panaro e del Tiepido che, come una morsa, chiudono l’intera zona allagandola. Soprattutto la zona dell’Hotel Rechigi che nel corso degli ultimi decenni ne ha fatto spesso le spese. Le piogge di domenica e di ieri non hanno quindi destato preoccupazioni. Nei prossimi giorni si prevede coperto con cielo variabile. La parte a est di Modena intanto finisce di prepararsi.