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Maranello, la card di Seta si smagnetizza: multa salata

Il genitore di uno studente: «Tre anni fa pagammo 380 euro per la tessera difettosa e ora ci sanzionano per 300 euro» 

MARANELLO. È capitato a tutti, almeno una volta, di vedere la tessera di un abbonamento o bancomat o carta di credito smagnetizzarsi. È quanto accaduto anche a un giovane studente maranellese due anni fa con la tessera dell’abbonamento annuale di Seta, abbonamento per cui la famiglia aveva pagato 380 euro. Ma proprio in questi giorni, l’episodio ha avuto dei risvolti che non sono stati accolti di buon grado da M.R., il padre del giovane. Sì, perché si è visto recapitare a casa un’ingiunzione al pagamento di quasi 300 euro a fronte dei fatti avvenuti nel 2018.

«Il fatto iniziale – racconta il signor M.R. - risale al 30 novembre 2018, data in cui mio figlio, ancora minorenne, sale sull'autobus partito da Maranello per raggiungere il Polo Leonardo di Modena dove si trovava la sua scuola superiore».

Dopo essere salito sul mezzo il ragazzo ha provato ad obliterare, accorgendosi che la card non era stata letta dal macchinario sull’autobus. Quella stessa card – occorre specificarlo – data dalla Seta in fase di acquisto dell’abbonamento annuale che, come riferisce il M.R., era stato pagato il 13 settembre dello stesso anno. «Durante il tragitto, quasi giunto a destinazione, è salito il controllore. Alla verifica mio figlio ha confermato che la card non era stata letta e forse si era smagnetizzata. Il controllore ha emesso un verbale di accertamento per violazione di 66,50 euro».

Insomma, una bella multa. Ma l’odissea era appena iniziata. «Nel pomeriggio , - continua M.R. - su indicazione del controllore, ci siamo recati presso gli uffici Seta di Sassuolo per redigere il ricorso alla sanzione amministrativa e ricostituire una nuova card, al prezzo di 5 euro». Ricorso per cui M.R. non ottiene alcuna risposta. Il 28 dicembre del 2018, arriva una raccomandata in cui viene richiesto il pagamento di quei famosi 66,50 euro. Ecco che M.R. telefona a Seta, non accettando di dover pagare tale somma visto che il figlio era in regola con l’abbonamento annuale, e specificando che aveva presentato ricorso. «L'operatrice – prosegue - mi confermò che la raccomandata era stata spedita ma non era da tenere in considerazione visto il ricorso presentato».

Nel frattempo sono passati quasi tre anni. L’8 novembre, a R.M. viene recapitata la famosa busta verde in cui viene richiesto il pagamento di 296,50 euro. «Non vi dico lo stupore. Nell’ingiunzione c’è scritto che ci si può opporre tramite il giudice di pace per chiederne l’annullamento». Il padre del ragazzo riferisce di avere provato a chiedere spiegazioni a Seta attraverso vari canali ma di non avere ottenuto finora nessun riscontro. «Come può essere considerato normale che chi ha pagato l’abbonamento annuale debba poi ricevere una multa da 296,50 euro perché la card si è smagnetizzata? In questo paese, l’onestà non paga».

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