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Modena: «Chi ha ucciso la mamma deve pagare per il crimine e per essere scappato»

La famiglia di Gorica Dilic, travolta sulla Vignolese da un pirata della strada, chiede giustizia: «Procederemo in ogni modo contro chi l’ha investita»

MODENA. «Faremo di tutto perché chi ha investito e ucciso la mamma per poi scappare paghi per quello che ha commesso. A oggi sappiamo solo che chi l’ha travolta è fuggito».

SCONVOLTI. Sono profondamente sconvolti e chiedono con forza giustizia i familiari di Gorica Dilic, la cuoca di 52 anni vittima del tragico investimento pirata avvenuto all’una di notte di domenica scorsa in via Vignolese, all’altezza del civico 414. La donna stava tornando a casa in bicicletta dal ristorante Stradyvari, dove lavorava da svariati anni, quando, improvvisamente è stata falciata da una macchina che procedeva nella sua stessa direzione di marcia e il cui conducente ha tirato dritto lasciandola agonizzante sull’asfalto.



LE INDAGINI. Le forze dell’ordine hanno già ritrovato il veicolo e sono anche risaliti a chi lo guidava, «ma al momento non abbiamo ancora ricevuto alcuna notifica – spiega il figlio della vittima, Milos Dilic – C’è tanta rabbia: se l’automobilista si fosse fermato sarebbe stato diverso, ma il fatto che abbia lasciato lì mia mamma e sia fuggito ci lascia sbigottiti. Anche perché non sappiamo ancora se sia morta sul colpo, se altri l’abbiano soccorsa e se la fuga dell’investitore possa averla anche privata delle ultime possibilità di salvezza».

"LO INCHIODEREMO". «Quello che sappiamo – continua il figlio – è che è scappato e che procederemo in ogni modo contro questa persona: non riporterà indietro la mamma, ma è giusto che chi commette un reato, tanto più di questa gravità, paghi».

Milos assieme al fratello Antonio e alla nonna Milka chiede che sia fatta piena luce sui fatti e sulle responsabilità e per ottenere giustizia. La famiglia attraverso la consulente legale, la dottoressa Sara Donati, si è affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che si è subito attivata per acquisire tutta la documentazione disponibile del sinistro e per monitorare le indagini della Procura.

Originaria di Kragujevac, città a duecento chilometri da Belgrado, in Serbia, Gorica Dilic si era trasferita in Italia per lavoro nel 1996: un anno a Salerno e poi a Modena.

STORIA DI GORICA. Gorica aveva sempre operato nel campo della ristorazione, prima come lavapiatti e poi come aiuto cuoco, prestando servizio in diversi ristoranti della zona: da oltre dieci anni lavorava allo Stradyvari, già “Pizza e Altro”, dov’era stimata e ben voluta da tutti, tanto da essere stata riconfermata anche dalla nuova gestione. Era lei al mattino che apriva il locale, e spesso staccava molto tardi, com’è accaduto quel maledetto sabato notte.

«Era la mamma – la piange Milos – Una persona semplice, umile, che non pensava mai a se stessa, non andava dalla parrucchiera, né si truccava: andava lavoro al mattino, faceva la spesa, tornava a casa e cucinava anche per mio fratello e mia nonna, ripartiva per il ristorante, sempre con la sua bicicletta, che ci fosse il sole o che piovesse».

I familiari di Gorica sono in attesa da un momento all’altro del nulla osta dell’autorità giudiziaria, che non ha ritenuto necessaria e non ha disposto l’autopsia sulla salma, per poter fissare la data dei funerali della loro cara. Ma attendono con ansia risposte anche dagli inquirenti e dalla giustizia per fare chiarezza su quanto accaduto in quegli attimi tragici in cui Gorica ha perso la vita e su cui i famigliari attendono giustizia.

Serena Arbizzi

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