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Modena. Franchini: «Provato l’errore nel velox In sorpasso multa il mezzo più lento»

L’esponente di Ruote Libere. «Il giudice ha fatto giustizia» Il Comune manda l’apparecchio a tarare e medita il ricorso

MODENA. Il Comune sta studiando la sentenza in vista di un possibile ricorso. Ma è un dato di fatto che l’annullamento della multa decisa dal giudice di Pace di Modena con un atto depositato solo pochi giorni fa segna un cambiamento per l’autovelox in tangenziale all’Uscita 6 (Torrazzi).

Non si tratta tanto della taratura - che verrà revisionata presto, come ha deciso il 4 novembre il Settore Polizia locale del Comune affidandola a una ditta specializzata di Castelnuovo - è invece qualcosa che riguarda l’angolatura, l’inquadratura stessa delle immagini che determinano un’infrazione e quindi la multa (in questo caso da 138 euro).

Perché è risultato evidente, a questo punto, che i dati del cronotachigrafo digitale dell’autotrasportatore multato per eccesso di velocità, mentre un’auto lo sorpassava, coincidono esattamente con quelli del Gps che aveva montato proprio per evitare altre multe ingiuste. Quel giorno, al momento del passaggio sotto il velox il suo autotreno non faceva i 93 chilometri all’ora come contestato dalla polizia locale sulla scorta delle immagini. Faceva i 65 chilometri all’ora.

«Lo dimostra l’intero tracciato del Gps lungo tutta la tangenziale: ha fatto sempre quella velocità media, che è nei limiti di legge dell’autovelox e non solo perché impedito dal suo peso di oltre 12 tonnellate», spiega Cinzia Franchini a capo dell’associazione Ruote Libere che ha reso pubblico il caso di un associato. Come nota nella sentenza il giudice di pace l’esito del caso indica che l’autovelox in questione ha «un difetto di funzionamento della strumentazione elettronica». In sostanza, se al passaggio del Tir un’auto lo sorpassa a forte velocità, come pare in questo caso, la multa la prende il Tir perché la fotografia inquadra e multa il mezzo più lento. «Se così - commenta Franco Piacentini dell’associazione Famiglie Vittime della strada - c’è una tara tecnologica. Allora bisognerà ripensare questo autovelox. In caso di dubbio tutte le multe andrebbero cancellate. Come si fa a dire chi ha superato i limiti?»

La prova del difetto di visuale è arrivata dunque dal cronotachigrafo e dal gps: danno lo stesso dato non manipolabile. Spiega Cinzia Franchini: «La prima multa era stata verbalizzata nel maggio 2020. Il velox fisso all'uscita 6 rilevò per l'autocarro di un’azienda di autotrasporto modenese faceva una velocità di 97 chilometri orari. Risultato: 138 euro di multa se pagati entro 5 giorni e 3 punti decurtati dalla patente.

L'autista del camion era certo di non aver superato il limite, anche perchéi mezzi oltre le 12 tonnellate hanno un limitatore di velocità a bordo che impedisce loro di superare, tolleranza inclusa, i 90 km all'ora. In più sui mezzi pesanti è obbligatoriamente installato il cronotachigrafo digitale, una sorta di “scatola nera” che registra in tempo reale la velocità del mezzo. La sanzione, a causa delle complicanze Covid, venne comunque pagata.

Dopo pochi mesi però il fatto si era ripetuto ma di fronte ad una terza ulteriore multa, rilevata sempre dal medesimo velox il giudice, su ricorso presentato dall'avvocato Anna Botti, ha annullato il verbale. Decisivo il sistema satellitare che l'azienda aveva fatto collegare al mezzo e che dimostrava che il camion non aveva mai superato il limite consentito».

«Finalmente la giustizia ha certificato ciò che avevamo correttamente denunciato - commenta la Franchini - il velox in tangenziale a Modena può sbagliare e può produrre verbali errati, come la testimonianza supportata dai dati del cronotachigrafo di un camionista aveva evidenziato. Ora, a dispetto di quanto affermato a giugno in Consiglio Comunale dallo stesso sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, un giudice ha dimostrato questa stortura annullando la sanzione».