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Strage in famiglia / A Sassuolo la fiaccolata in piazza Garibaldi In città minuto di silenzio

le testimonianze

È organizzata per domani alle 19 in piazza Garibaldi a Sassuolo un'iniziativa contro la violenza familiare, dopo la strage di viale Manin. Una candela contro il femminicidio è il titolo del presidio, con invito alla cittadinanza a partecipare. Intanto ieri a Modena la celebrazione in consiglio comunale in vista della giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che cade domani, tocca la strage familiare dove Elisa Mulas, Simonetta Fontana e i piccoli Ismaele e Sami sono stati uccisi per mano del papà tunisino Nabil Dhari, ex compagno di elisa, che poi si è tolto la vita. All’evento in consiglio sono intervenuti il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, l’assessora all'istruzione Grazia Baracchi e il presidente provinciale dell’Unicef Lorenzo Iughetti, con apertura di seduta a cura del presidente consiliare Fabio Poggi. Quest’ultimo ha invitato l’assemblea a un minuto di silenzio per la famiglia e i bambini vittime del padre di Sassuolo, «una tragedia- dice Poggi in aula- che ci spinge ancora di più a riflettere cosa possiamo fare come amministrazione e come cittadini e se le azioni per l'integrazione possano prescindere dal riconoscimento della cittadinanza». La cerimonia si è conclusa con la proiezione del video «Bambino cittadino», dopo diverse testimonianze di molti bambini, attorno al tema «Cittadinanza per l’integrazione», sui diritti, sull'uguaglianza, la famiglia, la loro vita a Modena.


«Non è un fenomeno recente - commenta all’Agi lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet - c’è da anni ma dobbiamo chiederci cosa si faccia per fermare questa sequela di odio. Di fronte a una denuncia presentata da una vittima di violenza il massimo che si può ottenere oggi è una specie di daspo, ma non basta, bisogna fare di più». «Non mi pare che al di là della cronaca e manifestazioni fatte da varie associazioni di donne si arrivi a qualche decisione per aiutare le persone, anzi - osserva l’esperto - troppo spesso i luoghi di denuncia a cui si rivolge una vittima di violenze sono di cultura maschile e capita che ci sia qualcuno che faccia anche della facile ironia o che prendo sottogamba la denuncia. Ne ho viste tantissime di queste storie».