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Modena. Motorizzazione ormai allo stallo I pochi lavoratori in agitazione

Solo 23 addetti sui 33 previsti. De Santis (Fp Cgil): «Tanto stress e pochi servizi ai cittadini»

Esami in ritardo, patenti che non arrivano, sconcerto dei cittadini e delle autoscuole della provincia che faticano a contenere il disagio e lo sconforto dei clienti. La situazione della Motorizzazione civile rimane un tasto dolente nel welfare modenese perché l’ufficio è al collasso con gli operatori – i pochi rimasti – chiamati a gestire una mole di lavoro imponente.

Dei disagi e dei ritardi la Gazzetta ne aveva dato conto con un’accurata inchiesta ma a distanza di poco più di un mese nulla è di fatto migliorato. Anzi, ora anche il fronte sindacale è in agitazione. La Funzione Pubblica Cgil, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori della Motorizzazione di Modena, hanno infatti preannunciato lo stato di agitazione per via delle gravi carenze di organico e per i problemi inerenti l’organizzazione delle attività lavorative.


«La situazione è diventata insostenibile – Dice Fabio De Santis segretario FP Cgil Modena – La drammatica carenza di organico sta producendo un crescente malessere organizzativo, con conseguente danno sia per i cittadini, che per i lavoratori».

Attualmente l’organico è composto da 23 addetti e non tutti a tempo pieno. Un anno fa i dipendenti erano 25. La dotazione organica prevista sarebbe invece di 33 persone. Manca il 30% del personale per assicurare alla Motorizzazione di Modena l’organico minimo per soddisfare le esigenze dei cittadini modenesi.

«La mancanza così accentuata di persone – riprende De Santis – sta causando, al contempo, grossi ritardi e squilibri nell’erogazione dei servizi ai cittadini. Il grosso delle attività è destinato agli esami per le patenti, ma nonostante questo i cittadini non riescono comunque ad avere risposte in tempi brevi. La forte carenza di personale amministrativo, e l’esiguo tempo dedicato a queste attività, comportano l’accumulo e il ritardo per l’espletamento di pratiche, quali, per dirne alcune: i duplicati delle carte di circolazione e le immatricolazioni. Ritardi si registrano anche per l’emissione di provvedimenti per le revisioni delle patenti e per la revisione dei veicoli pesanti. Tale squilibrio sta generando rischi da stress da lavoro correlato per i dipendenti, per via del fatto che le pratiche non riescono ad essere evase in tempi ragionevoli».

Nel tavolo sindacale del 2 novembre la FP Cgil, oltre a chiedere l’implementazione dell’organico – ricorda il sindacato – ha anche chiesto una revisione della distribuzione dell’attività lavorativa, nella direzione di un maggiore equilibrio tra le diverse attività. Dall’Amministrazione non sono arrivate risposte confortanti sul lato dell’organico e si è registrata una totale indisponibilità a rendere più equilibrata l’organizzazione. Per questo motivo nell’assemblea sindacale dell’11 novembre la FP Cgil ha incassato il mandato unanime dell’assemblea per aprire lo stato di agitazione, con tentativo di conciliazione in Prefettura.

«Sia chiaro – aggiunge Fabio De Santis – che questa vertenza ha l’obbiettivo di ottenere delle risposte, a partire da nuove assunzioni, a beneficio sia dei lavoratori che dei cittadini, che si aspettano di ricevere i servizi in tempi brevi. Questa è una di quelle vicende che dimostra quanto stiamo dicendo da anni: una Pubblica Amministrazione per funzionare ha bisogno di risorse umane. I tagli avvenuti negli anni, e denunciati in solitudine dal sindacato, producono ora queste problematiche, il cui danno si riversa sui cittadini e sui lavoratori. Per questo motivo, oggi, c’è bisogno di un piano straordinario di assunzioni, per far ripartire la Pubblica Amministrazione e il Paese».

Dal sindacato fanno sapere che, nel caso in cui in Prefettura non si dovesse trovare un accordo soddisfacente con l’Amministrazione statale, lo stato di agitazione prevederà, fin da subito, il totale blocco degli straordinari ad oltranza delle lavoratrici e dei lavoratori.

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