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Strage di Sassuolo, il fratello di Elisa: «Grazie per il sostegno Adesso penso solamente alla bambina»

Enrico Mulas dopo l’omicidio della sorella, dei due nipoti e della madre: «Siamo distrutti da quanto accaduto»

È alla piccola D., l’undicenne sopravvissuta all’efferato omicidio-suicidio di mercoledì nella palazzina di via Manin, che va il pensiero di Enrico, il fratello di Elisa Mulas. Lui, che nelle concitate fasi immediatamente successive alla strage ha raccontato di avere aperto la porta dell’appartamento al terzo piano e di avere visto riverso sul pavimento in una pozza di sangue e senza vita il primo corpo, nonostante quelle immagini che gli resteranno purtroppo impresse nella memoria per molto tempo, pensa alla nipotina. Sì, perché ad essere coinvolte non sono le vittime, che tutti abbiamo presenti: Elisa Mulas, i suoi figli di due e cinque anni Sami e Ismaele, e la sua mamma Simonetta Fontana, tutti uccisi per mano di Nabil Dahahri prima che questo si togliesse la vita.

Adesso occorre pensare a chi resta: perché dopo che verranno fissati i funerali, l’attenzione sulla vicenda inizierà inevitabilmente a diminuire. Ed è allora che quei pochi membri della famiglia di Elisa e Simonetta ancora in vita si troveranno soli con se stessi e si troveranno faccia a faccia con la realtà, più che in questi giorni. Prima fra tutti D., la bimba di undici anni avuta da Elisa Mulas da una precedente relazione che è scampata al massacro perché in quel momento si trovava a scuola e che adesso si ritrova però sola. C’è poi Renzo Fontana, padre di Simonetta, il 97enne che era in casa al momento della strage che per più di 40 anni è stato il responsabile della manutenzione del campo sportivo al Ricci. E poi Enrico, il fratello di Elisa e zio di D.


«Inutile dire che sono distrutto – così in un messaggio Enrico – ma nella immane tragedia che ha colpito quasi tutti i miei cari, c’è stata la fortuna che la piccola D. era a scuola e si è salvata».

Un nucleo familiare quasi interamente distrutto, con la ragazzina sopravvissuta che adesso si troverà ad affrontare una situazione più grande di lei. «Non preoccupatevi che ci stiamo e si stanno muovendo per la bambina, – continua Enrico – hanno attivato una raccolta fondi per la D.».

Sì, perché il Comune ha messo a disposizione il Fondo di solidarietà città di Sassuolo che viene attivato in quelli che possono essere considerati casi di estrema urgenza. Adesso il Fondo è pensato per la figlia undicenne di Elisa Mulas a cui lei era legatissima. L’iban è IT27T0200867019000100984467; la causale da indicare al momento del versamento è “Sostegno minore via Manin". Nei giorni scorsi in tanti hanno contribuito, perfino dalla Svizzera. Poco dopo l’istituzione del Fondo anche Enrico ha condiviso i dati per chi volesse contribuire anche con una piccola donazione. «Vedrete che questo bruttissimo momento per me e la bimba e tutti i miei cari rimasti, si risolverà nel miglior modo possibile. Sento forte la vostra vicinanza e vi abbraccio tutti. Vi abbraccio forte», chiude.

Intanto questa sera nella parrocchia di Rometta alle 18 ci sarà un momento di preghiera in suffragio delle vittime. L’Unità pastorale di Sassuolo, nelle persone di don Patrick Valena, don Carlo Menozzi e don Carlo Ferrari, ha diffuso un messaggio in cui il pensiero principale è rivolto a Elisa, Simonetta, Sami e Ismaele. Anche a Nabil, “affinché possa trovare perdono e riconciliazione”.

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