Contenuto riservato agli abbonati

Modena. Sant’Agostino, ora ci siamo: partono i lavori Il nuovo polo pronto nel 2024

In settimana via all’intervento su un’area di 11mila metri quadri L’obiettivo è consegnare il comparto alla città entro due anni

Luca Gardinale

L’annuncio è stato accompagnato da un piccolo incidente che ha coinvolto il direttore, ma la storia del comparto è stata talmente travagliata che ormai la dirigenza della Fondazione non teme più nulla. Anche perché questa volta si parte davvero: dopo anni di attesa, polemiche sui progetti, frenate imposte dalla Soprintendenza e bandi da rifare, il primo appalto dei lavori di riqualificazione del complesso Sant’Agostino è stato aggiudicato. Il che significa, in sostanza, che questa settimana partirà il maxi cantiere che coinvolge circa il 50% del complesso del vecchio ospedale, che sarà trasformato del più grande polo culturale modenese, per uno dei maggiori investimenti sulla cultura a livello nazionale.


La Fondazione di Modena, finanziatrice del progetto, ha quindi rispettato l’impegno a far partire i lavori entro l’anno nonostante lo stop del maggio scorso, quando il bando fu annullato e rifatto. La chiusura del percorso è stata annunciata ieri mattina nella sede dell’ente dal presidente Paolo Cavicchioli e dal direttore generale Luigi Benedetti.

Ma quale sarà l’azienda che si occuperà del più grande cantiere della città? Delle tre proposte arrivate, il consiglio di amministrazione della Fondazione ha scelto quella dell’associazione temporanea d’impresa guidata dalla D’Adiutorio Appalti e Costruzioni srl di Montorio al Vomano, in provincia di Teramo, di cui fanno parte anche la Candini Arte srl - impresa di restauro di Castelfranco che si è già occupata del recupero della farmacia storica dell’ex ospedale Sant’Agostino - la Gianni Benvenuto spa di Como e Kairos Restauri snc di Milano. Per quanto riguarda l’offerta, la “chiusura” è arrivata a poco meno di 23 milioni, ribassata dell’11% rispetto alla base della gara d’appalto ad evidenza pubblica. «Un’offerta giudicata la più vantaggiosa - commenta il presidente Paolo Cavicchioli - sulla base dei criteri di selezione adottati dalla Fondazione di Modena».

Per quanto riguarda i tempi dei lavori, la consegna è avvenuta già ieri, mentre in settimana partiranno le attività di cantiere. A valutare le tre offerte arrivate è stata una commissione tecnica composta dall’avvocato Giuseppe Fuda, presidente, dagli architetti Andrea Carcereri, Valentina Grasso e Massimo Grandi, e dall’ingegner Giuseppe Iadarola, segretario del gruppo di lavoro.

Ma quanto durerà e quali aree del comparto interesserà il principale cantiere modenese? «Il contratto d’appalto - riprende il presidente Cavicchioli - prevede la conclusione dei lavori nel corso del 2024, anche se il nostro obiettivo sarebbe quello di consegnare il polo Sant’Agostino alla città nella prima parte dell’anno.

Un intervento che interesserà un’area di 11mila metri quadrati, comprendenti circa la metà dell’intero complesso, tra cui la parte demaniale, dove troveranno posto i musei universitari anatomici e scientifici, la centrale tecnologica interrata, l’ex ospedale militare, l’atrio del complesso e il fronte dell’ospedale da via Berengario a via Ramazzini, dove troveranno posto gli spazi espositivi della Fondazione Modena Arti Visive.

Per l’intera durata dell’intervento di riqualificazione proseguirà la programmazione di Ago Modena Fabbriche Culturali, avviata a partire dall’inaugurazione del Teatro Anatomico nel febbraio 2018, così come non si interromperanno quelle del centro di ricerca Fem e del centro interdipartimentale di ateneo sulle Digital Humanitas “ Dhmore”.

«Un intervento - conferma il presidente Cavicchioli - che permetterò la Fondazione Modena Arti Visive di disporre di spazi espositivi, i musei universitari di trovare una collocazione che andrà ad arricchire ulteriormente il già realizzato restauro del teatro anatomico, e poi ci sarà la realizzazione della centrale termica interrata, intervento di servizio a tutto il complesso. Infine, in continuità con progetto Aulenti, sarà realizzata un’installazione molto leggera, una sorta di campana vetrata che permetterà di avere spazi per laboratori, e allestimenti museali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA