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Violenza contro le donne, nel Modenese una richiesta d’aiuto al giorno

Nel 2021 sono state 382 le vittime che si sono rivolte alla Casa delle donne. Da Conad 23 panchine rosse in provincia: «Pensare e agire in modo diverso» 

Modena. Sedersi, meditare, cambiare. La grande distribuzione si schiera contro la violenza sulle donne. Conad Nordovest dissemina panchine rosse in città. Il primo taglio del nastro ieri mattina nella sede di via Danimarca. «Ve ne saranno 23 in tutta la provincia - anticipa Michele Orlandi, direttore della rete Conad Nordovest - e oltre 250 su tutto il territorio».

L’iniziativa trova il supporto di Legacoop. «Voglio ringraziare Conad Nordovest per un impegno di tutti i giorni - il tributo di Andrea Benini, presidente di Legacoop Estense - occorre infatti trasformare il nostro modo quotidiano di pensare e di agire». L’assessore alle Pari opportunità Grazia Baracchi ricorda i recenti femminicidi nel Modenese. «La panchina rossa è un simbolo - la riflessione di Baracchi - ma anche qualcosa di più. Nella panchina vi è infatti una targa con i riferimenti dei numeri contro la violenza». Sulle cifre della violenza a Modena e provincia si esprime Paola Santoro, vicepresidente dell’associazione Casa delle donne contro la violenza. «La nostra associazione accoglie più di 400 donne all’anno - spiega - abbiamo avuto un attimo di calo l’anno scorso nel periodo del lockdown. Purtroppo, i numeri stanno salendo di nuovo. Fino a due giorni fa, sono state 382 le donne che hanno chiamato per chiedere un aiuto».

Santoro invita a contrastare sia la violenza sia gli stereotipi. «La Casa delle donne accoglie più italiane che straniere - aggiunge la vicepresidente - spesso si avverte un pregiudizio: si pensa che la violenza maschile sulle donne riguardi altre fasce della popolazione. In realtà, è un problema che riguarda tutti noi». Un altro stereotipo da smontare è il luogo in cui spesso si consuma la violenza. «A differenza di come è spesso rappresentato il problema, la violenza maschile sulle donne è agita di solito all’interno delle relazioni di intimità - evidenzia Santoro - le donne subiscono violenza da parte di mariti ed ex mariti, compagni, fidanzati ed ex. I numeri sulla violenza extrafamiliare sono molto inferiori». I partecipanti concordano sull’importanza della prevenzione. «Lavoriamo molto nelle scuole - riprende Baracchi - perché è il luogo in cui bisogna cambiare la cultura. È necessario che la cultura sia basata sul rispetto e sul riconoscimento dell’altro. Occorre scardinare gli stereotipi. È importante anche dire alle donne dove chiedere aiuto e sostegno». Santoro invita chiunque abbia informazioni su una possibile violenza a segnalare: «Chi segnala dimostra un’attenzione importante - l’appello della vicepresidente - poi chiediamo sempre se la donna se la sente di chiamarci, garantendo la massima riservatezza e attenzione». L’associazione è in prima linea nei percorsi scolastici per la prevenzione. «I ragazzi e le ragazze sono i primi campanelli d’allarme».