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Bomporto. Prende 80mila euro alla madre, va a giudizio

La figlia, in veste di amministratrice di sostegno, è accusata di peculato: in quattro anni avrebbe usato parte dei soldi per sé

BOMPORTO. Sarà la giudice Carolina Clò a decidere se vi siano gli estremi per condannare una figlia, accusata di essersi impossessata di 80mila euro della madre. Il giudice dell’udienza preliminare ha infatti iniziato ad affrontare il procedimento che riguarda una donna, imputata di peculato. I fatti, stando a quanto emerso nella prima udienza in tribunale, riguarderebbero almeno quattro anni tra il 2016 e il 2020, periodo attenzionato per l’utilizzo dei soldi della signora anziana. Lei, infatti, è ospite di una struttura e non ha la possibilità di poter gestire direttamente il proprio patrimonio. Per quello si era proposta di farlo la figlia, che ha ottenuto l’incarico divenendo quindi amministratrice di sostegno.

Per diverso tempo nessuno si è accorto di nulla fino a quando la zia ha iniziato ad avere alcuni sospetti e si è rivolta agli investigatori. Temeva che la nipote gestisse con troppa superficialità i danari della sorella e per quello ha chiesto venisse effettuato un accertamento. Sono quindi stati raccolti tutti i documenti del caso, utili a ricostruire le operazioni bancarie e a quantificare un ammanco complessivo di 80mila euro. Se la responsabilità sia della figlia andrà verificato in sede giudiziaria come del resto andrà valutato, nel caso, quanti sono effettivamente i soldi prelevati e utilizzati per i propri interessi e quali, invece, sono stati realmente impiegati per il sostentamento della madre nella casa di cura.


La donna, assistita dall’avvocato Gianfranco Balugani, dovrà tornare in tribunale a gennaio quando affronterà un’ultima decisiva udienza: ha già scelto di optare per il giudizio abbreviato, che in caso di colpevolezza garantirebbe una sconto di pena.

F.D.

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