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Carpi. Ritardi da quattro a diciotto mesi per ottenere la patente di guida

I tempi d’attesa sono cresciuti a dismisura nel distretto La Motorizzazione: «Perso almeno un terzo del personale» 

CARPI «Abbiamo perso oltre un terzo del personale minimo, vitale per la nostra attività. Rivolgiamo un appello perché sia rinforzato l’organico: i ritardi nelle patenti sono dovuti a questo problema».

A Carpi per prendere la patente servono, in media, fino a 10 mesi. Quattro in più rispetto a qualche anno fa e ciò non è dovuto soltanto a lockdown e zona rossa.


L’appello di Ciro Lamedica, responsabile della sezione locale della Motorizzazione civile, è forte e chiaro: serve personale. Quando qualche lavoratore della Motorizzazione va in pensione, infatti, non è scontato che venga sostituito. Questo mette in grave difficoltà gli uffici e si generano le “pratiche-lumaca” che si ripercuotono sugli utenti.

«Dove c’è un’età media che si avvicina alla pensione, il problema è ancora più grave – prosegue Lamedica – In generale, riscontriamo questo problema nella pubblica amministrazione e, pertanto, è necessaria una riorganizzazione che tenga conto della nostra richiesta di organico. Questo fenomeno esplode soltanto ora, dopo l’emergenza Covid, ma è ben presente per un tema più complessivo».

A Carpi la Motorizzazione civile è ben presente: lo staff svolge attività esterne per le autoscuole e le officine, come collaudi, revisioni, esami con gli istruttori e altro.

«I ritardi per le patenti vanno dai quattro ai cinque mesi in più per conseguirle – conferma il responsabile – Questo comporta che il candidato possa impiegare anche10 mesi per portarsi a casa la licenza. Inoltre, hanno comportato ritardi significativi anche le conversioni di patenti estere. In virtù di accordi tra i Paesi, infatti, è possibile la conversione del documento: questo è un diritto. La legge dà un anno di tempo per esercitarlo, per convertire la patente, quindi. Si verificano anche tempi di attesa di 18 mesi: siamo arrivati a toccare anche questi picchi di ritardo. Grazie al grande lavoro del personale cerchiamo di arginare il più possibile questa tendenza, ma ci serve aiuto».

Nel caso che la patente serva per motivi di lavoro, si cerca di accelerare i tempi, riconoscendo la necessità del documento per chi lo vuole ottenere. «In caso di patente superiore – afferma Lamedica – riusciamo a garantire la priorità rispetto alle altre. Si riconosce, infatti, la necessità di questo titolo per motivi di sostentamento».

A sottolineare la drammaticità della situazione, è anche il segretario provinciale della Funzione pubblica di Cgil, Fabio De Santis, il cui sindacato è impegnato in un’intensa vertenza con lo scopo di fare arrivare più personale: «La nostra provincia è al terzo posto in Italia per numero di esami, dopo Milano e Napoli, secondo i dati forniti dal Ministero, e tra le primissime posizioni per l’immatricolazione dei veicoli, possiamo capire quanto sia urgente intervenire in modo tempestivo per garantire più personale».

Si chiedono, dunque, assunzioni e sono incorso più incontri con le istituzioni per cercare di arginare il problema.

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