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Pavullo Padre "orco"maltrattava figli e compagna Condannato a quattro anni 

Si accaniva con il maschietto che frequenta le elementari e contro la compagna Tanti episodi registrati in video Il giudice aumenta la pena

PAVULLO. Quattro anni: è la pena a cui il giudice dell’udienza preliminare, dottoressa Antonella Pini Bentivoglio, ha inflitto a un 26enne pavullese, finito a processo per maltrattamenti in famiglia. L’uomo era stato arrestato a metà aprile da parte del Nucleo Operativo Radiomobile di Pavullo al termine di un’indagine che si era fondata su diverse prove certe e documentate raccolte nel tempo.

Per lui il pubblico ministero, dottoressa Monica Bombana, aveva chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi con rito abbreviato, pena aumentata dal giudice Pini Bentivoglio che non ha di fatto riconosciuto attenuanti al 26enne. Non ha quindi tenuto conto di un percorso avviato per evitare ricadute e non è bastato l’essere diligente nel rispettare le limitazioni a cui è tuttora sottoposto, essendo agli arresti domiciliari dopo un’iniziale detenzione al Sant’Anna.


Determinanti, alla luce della decisione del giudice, sono state le prove annotate dai carabinieri e puntualmente registrate dalla compagna dell’uomo. Perché i maltrattamenti domestici lei li registrava con il cellulare soprattutto quelli che il padre violento infliggeva al bambino di pochi anni. Era infatti il maschietto a subire le principali vessazioni: offese, parolacce, azioni violente come quella di spingergli in bocca il cibo che rifiutava. E il piccolo risultava sottomesso al padre, costretto ad annuire alle sue provocazioni. Alla madre che talvolta si opponeva ecco che arrivavano le minacce di morte, proferite per evitare che si rivolgesse alla forze dell’ordine per svelare quel rapporto tossico e ormai malato. E verso di lei, ieri rappresentata in aula dall’avvocato Lorenzo Bergami, non si contano le offese e le ingiurie, anche di fronte alla figlia più piccola.

Da mesi la coppia non si frequenta più: la madre vive con i due bambini in una struttura protetta, lontana da potenziali ingerenze. Lui ha iniziato un percorso terapeutico, ha sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità di quel drammatico periodo e ora valuterà, insieme al suo legale, se proporre appello alla sentenza di condanna.

F.D.

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