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Polinago. Violento schianto contro un albero: operaio 67enne muore nel Veronese

Maurizio “Graziano” Berti, che abitava a Talbignano, lascia la moglie Karty. A gennaio aveva perso il figlio Enrico di 25 anni

POLINAGO. Si chiamava Maurizio Berti, ma per tutti era semplicemente Graziano. Abitava a Talbignano, piccola località di Polinago, ma aveva girato il mondo per lavoro. Quel lavoro che era la sua passione e che in questi giorni lo vedeva impegnato nel Veronese.

L’esperto escavatorista di 67 anni stava viaggiando lungo la Strada Regionale 11, all’altezza del cittadina veneta di Sona, quando per motivi in corso di accertamento ha perso il controllo del mezzo, un pick-up Fiat, ed è andato a sbattere contro un platano posizionato a bordo della carreggiata. Un impatto tremendo che si è verificato intorno alle 23 di martedì e che è costato la vita a Graziano. Inutile l’intervento del 118 arrivato prontamente sul posto insieme ai carabinieri. Sulla Regionale 11 si sono portati anche gli operatori dei vigili del fuoco che non hanno potuto fare altro se non estrarre il corpo dalle lamiere rimaste accartocciate.


Sull’accaduto sono già iniziate le indagini dei militari dell’Arma di Sommacampagna. Attività, questa, necessaria per ricostruire la dinamica e soprattutto per capire cosa abbia portato il pick-up fuori strada e poi contro l’albero. Quel tratto del SR11, tra l’altro, è già stato tragico teatro di incidenti stradali. In certi casi anche gravissimi come quello che è costato la vita a Graziano. Molti residenti nella zona di Sona, si legge sui social, da tempo segnalano la pericolosità di quei platani posizionati a bordo strada.

«Saliremo nel Veronese questa mattina – racconta la sorella Carla – ci hanno chiamato proprio i carabinieri che stanno indagando. Quindi non sappiamo ancora cosa abbia causato l’incidente. Siamo distrutti per quanto accaduto, ancora una disgrazia che si abbatte sulla nostra famiglia». Graziano e la moglie Karty, infatti, avevano detto addio lo scorso mese di gennaio al figlio Enrico di soli 25 anni. Il ragazzo era afflitto da una malattia contro la quale combatteva da tempo. «Voglio pensare che Graziano abbia voluto raggiungere il figlio che se ne è andato a gennaio per fargli, forse, compagnia», scrive appunto la signora Carla.

Oltre a lei e alla moglie, Graziano lascia anche il fratello minore Gianpiero. «Ci piace ricordare quel suo carattere spensierato, quel modo tutto suo di affrontare le cose e la vita – sono sempre le parole di Carla – Era un po’ hippy, lo era in particolare nel look».

Graziano, come già ricordato in precedenza, era innamroato del suo mestiere. Da una vita alla guida di grandi scavatori utili, in certi casi, per la realizzazioni di canali o per alcuni delicati interventi nei porti: «Quella era la sua grande passione – conferma ancora la sorella – una passione che lo ha accompagnato per tutta la sua vita, che gli ha permesso di conoscere la moglie e di visitare luoghi lontani».

E anche nel Veronese, Graziano era impegnato per alcuni interventi a bordo dei mezzi che sapeva guidare con grande professionalità: «Esattamente, si trovava in Veneto proprio per questi motivi. Era alle dipendenze di una ditta. Aspettavamo una sua telefonata, che purtroppo non è arrivata».

E.B.

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