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Finti abbracci e richieste di informazioni Arrestati i cinque specialisti del raggiro

Contestati una trentina di azioni tra la donna che propone effusioni, finti addetti dei servizi sociali o ladri di borse in auto



Potevano colpire di nuovo viste le numerose condotte contestate e per questo motivo i carabinieri della Compagnia di Carpi li hanno arrestati. Ieri mattina è scattata l’operazione “Mercurio”, coordinata dal pubblico ministero Maria Angela Sighicelli che ha chiesto e ottenuto dal gip Eleonora Pirillo le misure cautelari in carcere per cinque persone. Si tratta di due donne di 63 e 31 anni e tre uomini di 36, 34 e 26 anni. Sono tutti di origine nomade e vivono nelle varie microaree tra il Carpigiano, il Modenese e il Reggiano. Quattro di loro – si apprende – percepiscono il reddito di cittadinanza e due risultavano già ai domiciliari.


Non si può parlare di banda perché hanno sempre agito a gruppi autonomi. L’unico filo conduttore che li lega sono i numerosi raggiri e furti con le più classiche tecniche. Non è stato possibile quantificare un bottino preciso ma tra soldi trovati nei portafogli rubati, contanti sgraffignati in casa, denari prelevati ai bancomat con le carte fatte sparire dalle auto si può ipotizzare una stima (al ribasso) di circa 10mila euro.

Una coppia si era specializzata nei furti a domicilio e nella tecnica dell’abbraccio. Se ne annotano a Carpi, Rovereto, Finale, Concordia e San Prospero. Si fingevano operatori dei servizi sociali ed entravano nelle abitazioni degli anziani. Talvolta abbracciavano le vittime (in almeno un caso si parla di proposta di rapporto sessuale) e poi sfilavano loro il portafogli dai pantaloni. C’è anche chi, trovandoseli in casa, è riuscito ad opporsi, scacciandoli. E ai carabinieri ha segnalato una Fiat Azzurra, la stessa che per mesi ha imperversato tra Carpi e Bassa.

La seconda coppia, invece, si era concentrata sui raggiri delle false informazioni automobilistiche. Guidavano le solite due vetture, riconosciute dalle vittime e immortalate dalle videocamere. La donna era la deputata a distrarre l’interlocutore mentre il complice apriva lo sportello sul lato opposto dell’auto e si appropriava della borsa. In diversi li hanno anche riconosciuti con le segnalazioni fotografiche, cristallizzando ancora più il quadro probatorio.

L’ultimo filone è quello immortalato (in foto) dalle telecamere del Comune di Campogalliano che hanno registrato un altro raggiro ad una donna al volante. Si vede lei ferma a bordo strada e un’Alfa Romeo Giulietta intestata ad uno dei nomadi del campo di via Bellaria, che cambia repentinamente corsia per accostare. Scende un uomo, si avvicina e con una scusa fa scendere la vittima: le chiederà un’informazione ma soprattutto la convincerà ad uscire dalla vettura per controllare un fasullo pneumatico bucato. Tutto ciò permette al complice di agire sornione: gli basta un attimo per aprire la portiera, arraffare una borsa e dileguarsi.

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