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Sabato 27 novembre: c’è il derby del tortellino Eterna disfida Modena-Bologna

Un grande evento con due ristoranti contendenti: l’Antica Moka e il Diana Ci sarà una giuria di 130 assaggiatori per stabilire il vincitore del gusto

Riccardo Chiossi

La disfida tra Modena e Bologna si fregerà di un nuovo tassello nella sua lunga storia centenaria fatta di battaglie, gare e competizioni: il tortellino d’oro. Oggi due ristoranti, uno bolognese e uno modenese, si “colpiranno armati” di farina e cucchiai per dare vita al tortellino migliore. I ristoranti protagonisti della “Disfida del tortellino” in rappresentanza delle due città eterne rivali in cucina saranno “Diana” di Bologna e “Antica Moka” di Modena, con circa 130 assaggiatori che degusteranno bendati i piatti per poi eleggere il migliore. La giuria sarà interamente composta da professionisti, tra cui il giornalista modenese Daniele Soragni, suddividsi equamente: metà bolognesi e metà geminiani.


«Il loro giudizio – fa sapere Alberto Salvadori, uno degli organizzatori della kermesse e Gran Prevosto della Dotta Confraternita del tortellino di Bologna – sarà quello decisivo per consegnare la coccarda alla squadra vincitrice. Sono le olimpiadi del tortellino».

Anna Maria Barbieri, la cuoca dell’Antica Moka, è invece colei che rappresenterà il tortellino modenese nel derby: «È la seconda sfida tra Modena e Bologna a cui partecipo. L’altra volta hanno vinto i bolognesi, speriamo di vincere noi adesso. Partecipo sempre con grande piacere a questi eventi».

La ricetta del suo tortellino proviene da lontano, tramandatasi di generazione in generazione: «Faccio i tortellini come li facevano i miei nonni: per insaporire il ripieno – continua la chef dell’Antica Moka – rosolo la carne e poi ci metto del filetto, vitello, salciccia, pollo e tanto parmigiano reggiano, che secondo me è l’ingrediente che dà il tocco magico. Il brodo di cappone, fatto sempre da me, accompagnerà i tortellini serviti alla giuria. Questi insegnamenti sono gli stessi che do ai ragazzi che frequentano la mia cucina. Sono una chef-maestra», conclude Anna Maria.

Proprio il tortellino porta con sè un affascinante racconto dalle radici addirittura medievali: la storia deriva dal famoso episodio della Secchia Rapita. La battaglia tra le due città cugine risale al 1325 e si racconta che tutto cominciò a causa del furto di un secchio tarlato. Secondo quanto racconta Alessandro Tassoni, al combattimento presero parte anche Bacco, Marte e Venere, i quali fermatisi in una locanda per soggiornare finirono per passarvi la notte. La Dea Venere finì per dormire più tempo degli altri due e fu così che il locandiere la vide completamente nuda. Nel tentativo di replicare la bellezza della dea, con fazzoletto di pasta ne riprodusse l’ombelico. Risultato: il tortellino che tutti conoscono. Una grande sfida dunque, che oltre ad attirare gli appassionati della cucina emiliana, potrebbe anche dare una mano a risollevare la Food Valley della zona emiliana che tutto il mondo invidia.

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