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Modena. Una no-vax rifiuta i colloqui e attacca l’agenzia del lavoro

La denuncia di una società: «Era un’ottima candidata ma senza green pass Avrebbe voluto fare tutto online. Perciò ci ha dato una pessima recensione»

MODENA. È arrivata a rilasciare una falsa recensione a un’agenzia del lavoro poiché non essendo in possesso del green pass non poteva partecipare ai colloqui che le venivano proposti.

È quanto denunciato da una società per il lavoro con sede a Carpi, “La risorsa umana”, che non ci sta a vedere “macchiata” la propria immagine da una recensione di fatto fasulla.


«Avevamo trovato per quella persona – spiegano la direttrice Enrica Codeluppi e il responsabile marketing Simone Maculotti – alcune aziende interessate. Aveva un ottimo curriculum, tanto che corrispondeva al profilo ricercato da diverse società». Quindi alcune posizioni aperte, ma che la no-green pass non potrà mai occupare: «Il problema è sorto – spiegano ancora i referenti de “La risorsa umana” – quando le è stato comunicato che per accedere ai colloqui era necessario esibire il green pass».

Una prassi che ormai tutte le aziende adottano, anche perché di fatto il certificato verde sarà poi necessario dopo l’assunzione.

«Ma non ne voleva sapere, quello che voleva era un colloquio online. Tuttavia sia per noi sia per le aziende spesso è necessario avere il candidato in presenza per poter valutare la figura in un modo più completo».

Non c’è stato niente da fare, anzi la candidata ha risposto in modo poco cortese alle mail e poi ha lasciato quella recensione online a cui la società ha risposto in modo garbato, specificando di essere «ligia alle leggi nazionali e, pertanto, per effettuare il colloquio in presenza siamo obbligati a chiedere green pass (vaccino o tampone); solo il suo fermo diniego ad adempiere all’obbligo normativo ci ha impedito di poter proseguire nel suo iter di selezione».

L’episodio, tuttavia, non è isolato, come spiegano ancora Codeluppi e Maculotti: «No, anzi. Ci è già successo diverse volte che i candidati non si sono presentati ai colloqui perché le aziende richiedono il green pass».

Quello che i no-vax si augurano è di trovare un cono d’ombra in cui poter inserirsi: «Sognano ad esempio di trovare un posto in smartworking e quindi non dover mai esibire il green pass. Oppure accetterebbero una posizione in un’azienda in cui i controlli non sono così serrati e in cui magari la verifica del green pass avviene di tanto in tanto e non ogni giorno».

Questi, però, non sono certo problemi dell’agenzia “La risorsa umana”: «Il nostro comportamento è sempre integerrimo – concludono Codeluppi e Maculotti – non abbiamo nulla da nascondere e anzi ci teniamo a sottolineare il massimo rispetto per la normativa vigente. Per questo, quella recensione è stata davvero poco corretta».

Non è la prima volta che dal mondo del lavoro emergono comportamenti scorretti da parte dei no-green pass. Nelle settimane scorse abbiamo raccontato su queste colonne il proliferare di alcuni canali Telegram in cui vengono pubblicati annunci e offerte di lavoro riservati a chi non è vaccinato o non è in possesso del green pass. Spesso si tratta di lavori saltuari o in nero, in cui c’è la totale assenza di controlli. C’è anche chi è uscito dal sommerso di Telegram, creando un vero e proprio sito di annunci che si chiama “Liberi di lavorare”. I titolari del sito specificano che l’idea nasce «dall’esigenza di trovare un lavoro a tutti coloro che nel totale rispetto degli articoli sanciti dalla costituzione italiana non vogliono accettare l’imposizione di essere abusati da terapie geniche sperimentali».

GIB

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