Il flop del corteo modenese dei no-green pass dove si usa la maschera antigas

Tra le 80 e le 100 persone ieri hanno sfilato per contestare contro vaccini e certificato Il calo di presenze legato a dissidi e malumori interni

MODENA. Se l’è infilata in largo Sant’Agostino insieme a una vistosa tuta bianca, ma già all’incrocio con Vittorio Veneto se l’è dovuta sfilare.

È terminata così, in meno di due minuti e in modo inglorioso, l’idea di uno dei manifestanti no-green pass che ieri a Modena aveva deciso di sfilare indossando una vistosa maschera antigas, probabilmente per irridere chi, per tutelare se stesso e gli altri, utilizza le mascherine chirurgiche. Non solo. Insieme a un altro manifestante, aveva deciso di indossare anche una tuta bianca simile a quella che viene utilizzata nei reparti Covid da medici, infermieri e operatori socio-sanitari.


Un sabato di proteste a Modena, l’ennesimo dall’inizio di agosto, caratterizzato da una nuova flessione dei partecipanti al corteo del pomeriggio organizzato dal gruppo che si è autobattezzato Modena Libera. Con bandiere italiane e francesi, striscioni e cartelli, il gruppo di un centinaio scarso di partecipanti si è mosso tra largo Sant’Agostino e Vittorio Veneto intonando cori contro il green pass, il governo ecc. A vigilare sul tutto polizia locale, polizia di stato e carabinieri: la giornata si è svolta senza episodi di violenza.

Il calo di presenze è stato registrato anche nell’altro evento organizzato a Modena ieri. In mattinata, infatti, al Novi Sad si era tenuta una sorta di conferenza con alcuni oratori, in cui si era gridato ai soliti complotti.

L’aver organizzato due eventi distinti è la riprova delle diatribe intestine tra i due gruppi che di fatto vanno avanti da questa estate, una sorta di rivalità per il predominio sulla piazza.