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Indagine Nas sui Green pass fasulli, la farmacia indagata è quella di Rivara di San Felice

È al 100 per cento di proprietà del Comune di San Felice L’amministratore Luppi e il sindaco: «Si faccia chiarezza»

SAN FELICE. La tranquillità di Rivara è stata stravolta da un’indagine scaturita dopo alcuni controlli effettuati nelle settimane scorse dai carabinieri del Nas di Parma.

È proprio la farmacia comunale della piccola frazione di San Felice, infatti, l’attività finita nel mirino dei militari a causa della presunta emissione di green pass irregolari ed esiti fasulli di tamponi rapidi per il Coronavirus.



I militari del Nucleo Antisofisticazione hanno voluto far luce su un particolare sistema di raggiro che sarebbe stato utilizzato nella farmacia, un’attività che è al 100 per cento di proprietà del Comune di San Felice. Il sistema adottato era molto semplice e permetteva di aggirare la procedura standard per il rilascio del green pass tramite tampone rinofaringeo rapido. Ai clienti della farmacia veniva venduto il kit per l’esecuzione del test diagnostico ad uso professionale che veniva portato a casa o altrove. A quel punto i cittadini comunicavano a voce agli addetti della farmacia che il tampone era risultato negativo e automaticamente gli veniva rilasciato l’attestato di negatività con relativo green pass.

Tuttavia non c’era alcuna prova che i compratori avessero effettivamente eseguito il tampone rapido nel modo corretto tanto che l’esito non veniva nemmeno riportato fisicamente in farmacia per una parvenza di regolarità. I militari hanno così denunciato il farmacista titolare, oltre a tre dipendenti tutti farmacisti. La notizia delle false certificazioni e delle relative indagini da parte della magistratura ha lasciato stupito l’amministratore della farmacia Matteo Luppi: «Al momento è difficile commentare e non bisogna dare giudizi affrettati – ha detto Luppi – dal lato amministrativo non sappiamo cosa sia successo concretamente.

La mia e la nostra speranza è che le indagini della magistratura procedano al meglio e che si concludano in fretta con un finale sereno per tutti i dipendenti».

È stato davvero un fulmine a ciel sereno: «La notizia – prosegue Luppi – ci ha colto tutti di sorpresa, dispiace molto per la situazione e per la pubblicità negativa che si sta facendo attorno all’attività. Gli atti relativi all’indagine sono al momento secretati in quanto rientrano nel penale, dunque – conclude l’amministratore – non sappiamo chi sia coinvolto e in quale misura».

Anche il sindaco di San Felice, Michele Goldoni, ha espresso la sua posizione sul tema intervenendo anche durante il consiglio comunale che si è tenuto venerdì sera, proprio a poche ore alla comunicazione della denuncia dei quattro farmacisti di Rivara: «Non siamo, al momento, a conoscenza di tutti i dettagli della vicenda – ha detto il primo cittadino del Comune della Bassa – Faremo un po’ più di chiarezza soltanto in una riunione che si terrà la prossima settimana alla presenza dei legali di riferimento – ha dichiarato Goldoni durante l’assemblea pubblica– ribadiamo comunque la totale fiducia dell’amministrazione comunale nell’operato delle forze dell’ordine, ma anche nella professionalità del personale estremamente qualificato che lavora nella farmacia. Aspettiamo quindi fiduciosi che si faccia piena chiarezza sull’accaduto».

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