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Modena. Luigi Esposito guida la consulta studentesca «Ambiente, sport, bus, sedi: c’è da lavorare»

L’alunno del Barozzi eletto a capo dell’organo di governo delle superiori 

l’intervista

Gabriele canovi


La Consulta Provinciale modenese, organo di rappresentanza studentesca, ha un nuovo presidente. Si tratta di Luigi Esposito, studente dell’istituto tecnico economico Barozzi, eletto nei giorni scorsi. Il nuovo volto della Consulta, istituzione che ha come compito quello di garantire il più ampio confronto fra gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, ha vinto il ballottaggio al secondo scrutinio con il 53% dei voti precedendo l’altra principale candidata, Sveva Borsari, studentessa del liceo Muratori-San Carlo, nominata poi vicepresidentessa.

«È per me un grande onore ricevere questo incarico – commenta proprio il neoeletto presidente della consulta, Luigi Esposito – oltre che un’immensa responsabilità. Essendo al quinto anno di superiore, ho avvertito la necessità di lasciare un segno. Non ho avuto un iter scolastico dei migliori, ma ho con il tempo sono cambiato, maturato e avevo grande voglia di mettermi in gioco».

Sui motivi che lo hanno spinto a candidarsi prima come rappresentante di Consulta d’istituto e poi come presidente, Luigi non ha dubbi: «Credo che le scuole convivano da anni con evidenti problemi strutturali, il desiderio è quello di provare a prendere parte a un cambiamento in meglio. Confido nelle nostre proposte e ho totale fiducia nei miei collaboratori: questo mi ha convinto nel compiere questo grande salto. Mi ero candidato anche come rappresentante d’istituto, ma non mi è stata data la possibilità di correre per entrambe le cariche e ho dovuto fare una scelta. Ero, e sono tuttora convinto, che nelle vesti di rappresentante di consulta le mie idee avrebbero potuto raggiungere un bacino d’utenza maggiore. L’obiettivo principale deve essere il miglioramento di tutte le scuole della provincia e del benessere degli studenti a scuola, riportando proprio lo studente al centro della vita scolastica e quindi delle scelte che si compiono nei singoli istituti, cercando di fare squadre e fare rete: se c’è un progetto che vale, facciamolo valere per tutti. Questo sarà possibile solo attraverso un dialogo costruttivo con tutti, senza politicizzare la Consulta e senza analizzare ogni proposta sotto una lente d’ingrandimento di natura politica».

È proprio la grande vastità di proposte, o meglio, di macrotematiche del programma, a ricoprire un ruolo centrale in questo nuovo corso della Consulta Provinciale.

«Il programma va dall’ambiente con la piantumazione di alberi in occasione di speciali ricorrenze – prosegue Luigi Esposito – allo sport, passando per la cultura, la comunicazione, i trasporti e l’edilizia. Proponiamo un netto miglioramento e rinnovamento del sito internet, con l’obiettivo di rendere i ragazzi partecipi nelle decisioni e nelle proposte. Per quanto riguarda lo sport, invece, la volontà e realizzare una sorta di Olimpiadi di fine anno tra tutti gli istituti della provincia. Valorizzare lo sport è fondamentale, soprattutto se consideriamo il periodo che stiamo vivendo da due anni. Per questo, ci tengo a proporre anche corsi di educazione al riconoscimento dei problemi psicofisici, la salute mentale è stata gravemente attaccata dalla pandemia. Sono tematiche di primissimo piano anche l’edilizia e i trasporti: vogliamo realizzare la mappatura di tutti gli edifici scolastici e organizzare un tavolo di confronto con i dirigenti Seta e Tper ogni mese. Insieme all’assemblea, alla vicepresidentessa, alle commissioni e al segretario stileremo una scaletta e si deciderà in che ordine mettere in pratica le varie proposte. Spaventato dal grande lavoro che mi aspetta e che ci aspetta? No, anzi, sono più che fiducioso, speriamo proprio di non deludere le attese. Sono consapevole che le proposte siano ambiziose e costose, sia in termini di tempo che di risorse, ma conto sul fatto che il nostro lavoro venga portato avanti anche nei prossimi anni. Io sono in quinta, quindi auspico di riuscire a prendere il diploma (ride, ndr), dare le dimissioni da Presidente ed essere soddisfatto di quanto realizzato».

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