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La tua storia/ Gabriella e le sorelle “ottime” Soroptimist, il club della professioniste

In prima persona femminile. 1960, nasce l’associazione modenese dal mondo del lavoro all’impegno sociale

“Era una bella giornata d'autunno del 1958: stavo percorrendo la via Emilia. In pieno centro… mi sentii chiamare. Gabriella Balli, donna intelligente con grande spirito d’iniziativa mi apostrofò: "Bene, tu hai le caratteristiche per essere tra le fondatrici del Soroptimist Club di Modena". Confesso che io non sapevo che cosa fosse il Soroptimist e credo che nessuno a Modena ne sapesse di più – così racconta Piera Cassola Zoboli, seconda presidente, nel ‘62 e nel ’65 vicepresidente nazionale, la nascita dell’associazione modenese in una testimonianza nell’archivio Soroptimist, al CDD – In breve fissammo l'appuntamento: nella bella villa di Gabriella incontrai donne modenesi che avevano diverse attività. Gabriella ci sottopose un plico di fogli riguardanti il Soroptimist... Leggemmo, parlammo, considerammo tante cose: da quella sera quante volte ci incontrammo e quante emozioni”.
 
 
Il Soroptimist di Modena nasce il 20 marzo 1960 per volere di Gabriella Gabrielli Balli, che, convinta sostenitrice delle donne unite in rete, ne diventa la prima segretaria. E’ una donna dagli interessi eclettici, concreta, metodica e determinata nel realizzare gli obiettivi che vuole raggiungere; dopo aver appreso di un club romano di professioniste che s’impegnano nel far emergere le donne del mondo del lavoro e della cultura, decide di sposarne la causa. Una causa, quella soroptimista, nata già da tempo oltreoceano, quando nel ’21, in California, William Stuart Morrow artefice del Rotary Club, si reca in una scuola per segretarie d’azienda diretta da una donna; rimanendone colpito organizza con lei, Adelaide Goddard, un club femminile che riunisce ‘sorelle ottime’, di ogni estrazione sociale con l’obiettivo di contribuire all’emancipazione delle donne.
 
La prima presidente è Violet Richardson. Dal ‘24 si formano i club europei, inizialmente in Francia e Inghilterra; il primo club italiano viene fondato nel ‘28, a Milano, da Alda De Rios, collega di Susanne Noel fondatrice del primo club europeo, quello di Parigi. È invece del ‘49 il club bolognese la cui socia, Anna Dagnini, tiene a battesimo anche la sede modenese. “Il primo nucleo venne formato da sedici componenti che, se non eccellenti per numero, lo erano per qualità… trovai nelle amiche che dividevano con me questa ‘avventura’, lo stesso entusiasmo, la stessa esigenza di dare, il bisogno di solidarietà.
 
 
Erano tempi quelli in cui la donna lavoratrice non trovava certo molto spazio per il riconoscimento del contributo d’impegno e dedizione che offriva con la sua attività, soprattutto in città piccole come la nostra”. Ne spiega così l’evoluzione Gabriella Taparelli Mattioli, prima presidente dal ‘60 al ’62 e figlia della Balli, nel libretto che, negli anni ’90, ne celebra il trentennale.
 
Per l’occasione viene istituita una borsa di studio sullo smaltimento dei rifiuti dedicata proprio alla Balli, da poco scomparsa, prevedendo lo stanziamento di 12 milioni a favore di laureati in scienze biologiche, per finanziare un anno di ricerca presso l'Istituto di Igiene dell'Università di Modena. Il concorso è vinto dalla neolaureata Elena Righi che studia gli impianti di depurazione dei liquami urbani per determinare la presenza di sostanze sospettate di essere cancerogene. 
 
Le attività organizzate nel corso degli anni, in sinergia con le realtà associative cittadine, le istituzioni e l’Accademia Militare, sono molteplici: sensibilizzazione sul ruolo economico della donna nella società; incontri conviviali con personalità della cultura e della scienza; azioni di solidarietà verso donne e infanzia; progetti di salvaguardia dell’ambiente e della salute; tutela del patrimonio artistico; iniziative umanitarie nei paesi del terzo mondo, ma non solo. Recentemente l’associazione ha finanziato le aule di ascolto protetto per i minori in Questura e in Tribunale e “Una stanza tutta per sé” per le testimonianze di donne abusate, presso i Carabinieri di Modena e Sassuolo.
 
L’attenzione alle donne colpite dal tumore al seno non è mai venuta meno, attestata dall’ampliamento del Servizio Psicologico Ospedaliero loro dedicato e dal cospicuo contributo per l’acquisto di strumenti diagnostici innovativi per il Policlinico. 
Come già sosteneva la prima presidente “Dobbiamo anche al Soroptimist, alle sue iniziative, se la crescita della stima per la donna professionista, impegnata socialmente al di fuori delle pareti domestiche è divenuta realtà”.
Silvia Bonacini
Caterina Liotti
CDD Modena
 
GABRIELLA GABRIELLI BALLI
 
 
Gabriella Gabrielli Balli (1900-1991) Dopo i terribili anni della guerra, rimasta vedova con due figlie, mette a frutto la sua abilità nel cucito trasformandola in risorsa produttiva. Negli anni ‘30 conosce il radiologo, futuro Rettore dell’Ateneo modenese, Ruggero Balli, che sposa nel ‘38. Dagli anni ’50 si occupa dell’amministrazione del sanatorio Selva dei Pini, a Lama Mocogno. Quando negli anni ’60 il marito fonda la sezione modenese della Lega italiana contro i tumori, si dedica alla sua organizzazione amministrativa e alla raccolta fondi per sostenere i malati privi allora di assistenza previdenziale. Attiva nel volontariato viene insignita di svariate onorificenze, fra cui il Premio Ragno d’Oro nel 1977. S’interessa alle problematiche dell’infanzia seguendo il Patronato dei figli del Popolo e l’Istituto Caritas per cui organizza, con il Prof. Cavazzuti, consulenze neurologiche di diagnosi e cu
 
Per scrivere nuove pagine sulla storia della nostra comunità abbiamo bisogno anche di voi. Affidateci diari, lettere, appunti personali partecipando alla campagna di raccolta di scritture autobiografiche femminili.
Il Centro documentazione donna le conserverà e le farà diventare memoria collettiva sui temi della vita quotidiana, del lavoro e delle relazioni familiari. 
La rubrica “La tua storia, per la Storia” intende raccontare - attraverso testimonianze orali e scritti autobiografici, materiali documentari e fotografici conservati al Centro Documentazione Donna - un pezzo di storia della comunità modenese per lo più sconosciuta, da approfondire e trasmettere. Eventi, azioni politiche, lotte per i diritti, manifestazioni per il lavoro e i servizi promosse dall’associazionismo femminile, dai movimenti femministi, dalle donne impegnate nelle istituzioni locali, ma anche della dimensione privata delle modenesi, che rivelano energie, creatività, competenze e una buona dose di pragmatismo e concretezza alla base dell’identità della nostra città. La rubrica è un'azione del progetto "In prima persona femminile. Diari, memorie, epistolari tra soggettività e storia" sostenuto dalla Fondazione di Modena con il patrocinio del Comune di Modena. 
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