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Formigine, allarme in piscina per un malore in acqua: il team salva un uomo con il defibrillatore

Un gioco di squadra casuale ma perfetto tra una volontaria Avap, un’infermiera e il direttore, formato per l’ emergenza

FORMIGINETutti i tasselli si sono messi in fila, come in una sorta di partita a Tetris perfetta. Viene da pensare questo parlando di ciò che è successo ieri mattina alla piscina di Formigine (gestita dalla società Nuova Sportiva) dove un uomo sulla settantina ha avuto un malore poco dopo essere entrato in acqua: sul posto oltre ad essere presenti il responsabile dell’impianto e i bagnini, tutti formati per gestire queste situazioni, c’erano anche una volontaria dell’Avap di Formigine e un’infermiera di Baggiovara. Insomma, un intero team che mettendo insieme le proprie forze è riuscito a “recuperare” la situazione. Andiamo con ordine. Sono più o meno le 9. In una vasca, dove c’è Germana Romani, volontaria dell’Avap insieme all’infermiera di Baggiovara, c’è la lezione di acqua-gym; nell’altra si pratica nuoto libero, sotto l’occhio vigile dei bagnini. A raccontare l’episodio è Emanuele Gnoli, il direttore dell’impianto: «Il cliente si è sentito male poco dopo l’ingresso in acqua. L’assistente bagnante lo ha subito recuperato e trascinato fuori. Ci siamo subito accorti che il signore non era cosciente». Ecco che inizia ad esserci un po’ di trambusto, i presenti capiscono che sta accadendo qualcosa e anche Germana e l’infermiera si avvicinano alla vasca, mentre Gnoli corre a prendere il defibrillatore. «Ho sentito del rumore – racconta Germana – e sono andata a vedere. Tutto ha funzionato alla perfezione, è stato un gioco di squadra in cui credo si emersa la professionalità di tutti i presenti». Sì, perché subito Germana e l’altra donna iniziano a praticare il massaggio cardiaco sull’uomo, alternandosi l’un l’altra: effettuare il massaggio cardiaco infatti non è così semplice come può apparire, al contrario quando si protrae per alcuni minuti può risultare faticoso ed è fondamentale mantenere il giusto ritmo. «Poi il direttore dell’impianto – continua Germana – ha portato il defibrillatore. Anche il bagnino è stato bravissimo, hanno dovuto asciugare il signore prima di mettere il defibrillatore. Nessuno è andato nel panico». Ecco dunque che entra in azione anche Gnoli, che usa le scariche dello strumento salva-vita per fare riprendere l’uomo. Una, due scariche e l’uomo in una prima fase pare riprendersi, ma poi va di nuovo in arresto cardiaco. Ed ecco che dopo alcuni tentativi, riprende conoscenza. «Quando abbiamo visto che ce l’abbiamo fatta – riferisce Gnoli – è stata come una liberazione. Non era fortunatamente mai successa una cosa simile e forse non si è mai preparati fino in fondo. Qui siamo tutti formati, seguiamo costantemente dei corsi per sapere come gestire queste situazioni di emergenza». Sul posto arrivano intanto anche l’ambulanza con altri volontari Avap e l’automedica da Maranello, che stabilizzano il paziente e lo trasportano in ospedale ancora cosciente. «Quando il signore si è ripreso – testimonia Germana – abbiamo provato un’emozione incredibile. Domenica sarà il mio 25esimo anniversario in Avap come soccorritore e posso dire che, sperando davvero tanto che ce la faccia, quell’uomo è stato fortunato. C’è stata professionalità da parte di tutti: il responsabile e i bagnini della piscina, l’infermiera di Baggiovara, e poi ammetto, anche dell’Avap. Un gioco di squadra in cui tutti sapevano cosa fare e quei minuti, prima del trasporto in ospedale, credo proprio siano stati fondamentali».