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I ragazzi di Ologramma emozionano Papa Francesco con un classico argentino «Vivete con gioia l’esistenza

Il gruppo di musicoterapia per ragazzi disabili ha suonato in Vaticano Hanno intonato “Libertango” davanti a oltre quattromila spettatori

il racconto

Gabriele Farina


«Un richiamo a vivere con gioia ogni stagione dell’esistenza». Papa Francesco ringrazia un’eccellenza modenese. Un gruppo che trasmette emozioni tanto intense da incidersi nei cuori: Ologramma, un progetto che racchiude musicisti, musicoterapeuti, allievi in età scolare e ragazzi diversamente abili.

Il Papa li accoglie nell’udienza di ieri mattina in Sala Nervi o Aula Paolo VI e li ospita al proprio fianco, permettendo alle musiche dell’ensemble modenese di accompagnare le diverse fasi dell’udienza.

«È stata un’emozione incredibile», rivela Roberta Frison, direttrice e “mamma” del gruppo. Frison è uno dei “motori” che ha reso possibile l’incontro. Tutto è nato da una sua battuta pronunciata allo Storchi. «Potremo pensare di suonare davanti al Papa», disse lo scorso gennaio la direttrice nel teatro modenese. Le parole non sono rimaste nell’aria. Al contrario, hanno posto le giuste radici. L’idea è diventata proposta passando dalla giornalista Carla Mazzola al vescovo don Erio Castellucci. Don Erio ha consegnato il libro “Le parole della musica” (che racconta la realtà di Ologramma) al Papa. L’invito del pontefice ha reso possibile l’incontro di ieri.

«Saluto il Gruppo Ologramma di Modena – il ringraziamento di Papa Francesco – ed auguro che le musiche, apprese ed eseguite con tanto impegno, diventino un richiamo a vivere con gioia ogni stagione dell’esistenza». Parlando di melodie, la sorpresa di Ologramma è riuscita meglio delle attese. Frison aveva anticipato un omaggio alle origini argentine di Jorge Mario Bergoglio. Il “Libertango” del compositore albiceleste Astor Piazzolla è stato gradito.

«Ha avuto un momento di emozione nel sentire il pezzo argentino», conferma la direttrice. L’ideatrice del gruppo modenese rivive ancora la scena dell’ingresso del pontefice nella stanza. «È uscito dalla porticina vicino a noi, si è fermato e ci ha guardato – ripercorre Frison – Ci ha stupito il suo contatto, la sua umanità, la sua presenza». Allo stesso modo, Ologramma riceve una benedizione da Papa Francesco. «Questa orchestra ci ha portato tanta gioia – tributa il pontefice – ed è composta da persone che hanno quella via aperta della tenerezza più che gli altri. Fanno la musica con quella tenerezza che è propria del loro modo di essere. Ringrazio tanto».

La stessa tenerezza con cui Gregorio, un componente del gruppo fondato sull’inclusione, chiama il Papa “San Francisco”, come la città della California. Il modo con cui gli oltre quaranta giovani componenti del gruppo (senza contare gli accompagnatori) assistono all’udienza testimonia l’interesse reciproco. «I ragazzi erano estasiati – descrive la direttrice – lo guardavano e lo sentivano vicino. Hanno ascoltato tutta l’udienza».

«Ricordatevi sempre: mai finire la giornata senza fare la pace», l’appello di Papa Francesco in udienza. Un invito esplicito alla pace e all’amore che trova riscontro nelle note proposte dal gruppo modenese. Oltre a “Libertango”, Ologramma ha eseguito “Imagine” e “La Cura”, “Let it be” e “Oblivion”, concludendo l’esibizione con l’“Hallelujah” di Cohen.

«Abbiamo vissuto un’atmosfera di coinvolgimento con tantissima gente – prosegue Frison – C’erano oltre quattromila persone, che hanno condiviso con noi anche una ola. L’apprezzamento è stato veramente grande. Il Papa ci è stato vicino: è stata un’esperienza magica». Una magia rafforzata dall’interculturalità e che arricchisce il bagaglio dei modenesi al ritorno. «È stata una bella avventura, molto carica – conclude Frison – che ti fa comprendere tanto. Quando si realizza qualcosa di buono si riesce a crescere come persone: è importante, bello, utile. Dà un senso alla vita».

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