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Il nuovo Sert di Modena Nasce “Nonantolana 1010”, la casa che cura le dipendenze

Nei primi otto mesi del 2021 erano state già seguite 1250 persone Investimento di oltre un milione e mezzo di euro: «Modena all’avanguardia»

È nata “Nonantolana 1010”, la nuova sede del Servizio Dipendenze Patologiche (SerDP) di Modena. La struttura, moderna, dotata di ogni comfort e che fungerà da hub provinciale per il trattamento delle dipendenze da sostanza e comportamentali, è stata inaugurata questa mattina, nel corso di una cerimonia a cui hanno partecipato autorità cittadine e regionali e rappresentanti delle forze dell’ordine.

La scelta di inaugurare la struttura in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids rimarca gli ottimi risultati conseguiti dall’azione di prevenzione e riduzione del rischio messa in campo da anni dal Servizio, in collaborazione con gli altri nodi della rete dedicata alle persone con dipendenza.


Con lo svolgimento delle verifiche finali, i collaudi funzionali degli impianti e le autorizzazioni conseguite, arriva dunque a compimento uno degli interventi di edilizia sanitaria più attesi in città, che consentirà il trasferimento delle attività dalla sede storica di via Sgarzeria: il Servizio sarà pienamente operativo nella nuova sede di via Nonantolana 1010 a partire da lunedì 6 dicembre.

L’edificio, realizzato con un investimento di quasi 1.600.000 euro di fondi aziendali, è sviluppato su una superficie di 750 metri quadrati distribuiti su un unico piano, circondato da aree verdi in un terreno di 2.650 metri quadrati, il cui diritto di superficie è stato ceduto dal Comune all'Azienda USL di Modena.

Nei primi 8 mesi del 2021 il SerDP di Modena ha seguito oltre 1250 persone, di cui un quinto è donna, e un decimo è straniero; più della metà i contatti per consumo di alcol, azzardo patologico e fumo di sigaretta. La maggior parte delle persone seguite ha tra i 25 ed i 50 anni.

«Con questa struttura Modena si conferma all’avanguardia nel trattamento delle dipendenze da sostanza e comportamentali, perché se è vero che è il contenuto a fare la differenza, e il livello di competenza e professionalità degli operatori è fuori discussione, anche la qualità del contenitore consente di elevare l’offerta dei servizi», spiega il direttore generale dell’Ausl Antonio Brambilla.

Chiude Chiara Gabrielli, Responsabile del Servizio Dipendenze Patologiche di Modena: «Vorrei citare in primis i colleghi degli enti accreditati che operano nel modenese (Ceis, Papa Giovanni XXIII, Nefesh, Angolo e Gulliver) e quelli che con noi gestiscono le attività di prossimità in strada dedicate ai consumatori di sostanze (Caleidos, Ceis e Papa Giovanni XXIII), ma non posso tralasciare di menzionare le associazioni, i volontari e le forze dell’ordine che in un incessante lavoro congiunto ci consentono di sviluppare la nostra mission a favore delle persone che consumano sostanze, alcol, fumo di sigaretta o giocano d’azzardo».

E.B.

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