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Nonantola, muore a 73 anni nell’incendio della sua casa, la trovano i pompieri sdraiata sul divano

Marta Buganza viveva da sola nell’abitazione in via Di Mezzo dove aveva accumulato negli anni diverso materiale a rischio

NONANTOLAMarta Buganza, 73 anni, è morta nell’incendio della sua abitazione in via Di Mezzo, al civico 124. Le fiamme o il fumo non gli hanno lasciato scampo e nonostante non avesse problemi di deambulazione non è riuscita a mettersi in salvo. Saranno gli esami autoptici a decretare le cause della morte visto che la procura ha disposto il trasferimento della salma all’Istituto di medicina legale del Policlinico. Gli inquirenti, infatti, vogliono capire se vi possa essere stato un malore all’origine del decesso mentre è al momento esclusa qualsiasi altra ipotesi, seppur gli accertamenti dei carabinieri continueranno.

Marta Buganza, descritta come una accanita fumatrice, viveva sola nella porzione di casa a ridosso delle campagne nonantolane. Era separata e prima delle pensione aveva fatto l’operaia in Fiat. La 73enne aveva un figlio, Roberto, che ieri mattina alle prime avvisaglie si è precipitato in via Di Mezzo e ha dovuto assistere a tutte le operazioni dei vigili del fuoco di Modena. La prima chiamata alla centrale operativa dei pompieri è partita intorno alle 7: «Ho visto del fumo salire dal tetto e ho chiamato», ha spiegato la vicina di casa. L’odore acre, anche a causa della direzione del vento, non aveva saturato l’aria a ridosso delle altre abitazioni del borgo, ma quel fumo era troppo sospetto. La vicina è corsa a chiamare l’altra famiglia che abita accanto e che condivide con la signora Buganza la proprietà della casa. E insieme hanno atteso l’arrivo dei vigili del fuoco.


L’intervento è stato rapido, ma l’ingresso nell’abitazione non è stato agevole anche perché nessuno rispondeva alle chiamate. E nei primi minuti la situazione è stata vissuta con una relativa tranquillità, o meglio si è sperato che la 73enne si fosse allontanata autonomamente o tutt’al più fossero intervenuti già nei giorni precedenti gli assistenti sociali per portarla altrove. Nell’abitazione non c’è infatti il camino e quindi si era pensato che le temperature non fossero più adeguate per una signora di una certa età. L’altra ipotesi è che Marta, nel tentativo di allontanarsi dalla casa in fiamme, si fosse rifugiata nel boschetto retrostante l’abitazione e proprio lì sono andati anche a cercarla.

Ma la drammatica conferma del decesso si è concretizzata poco dopo le 9 quando i primi pompieri hanno avuto la possibilità di inoltrarsi nelle varie stanze per verificare la situazione. E lei è stata trovata lì, sdraiata su un divano. Senza vita.

Gran parte dell’abitazione risulta inagibile. Diverse stanze sono annerite e con i soffitti danneggiati dal calore, alimentato da un fuoco che si è sviluppato nel corso della notte anche a causa del numeroso materiale accumulato dalla donna. Quella sua passione di custodire anche oggetti inutili le è stata evidentemente fatale: si tratta di vestiti, giornali, prodotti vari, attrezzature, tutte cose che hanno permesso alle fiamme di attecchire e continuare.

Già un paio di anni fa le era stato intimato di liberarsi di diverse cianfrusaglie accatastate e che avrebbero potuto trasformarsi in un pericolo. Lo aveva fatto diligentemente e nell’ultimo periodo aveva anche ripreso ad avere un pizzico di vita sociale, riallacciando i rapporti con i vicini attraverso quei legami di cortesia che la portavano a scambiare qualche chiacchiera quando ci si trovava in giardino. Ma in casa Marta era tornata a custodire tanto, troppo materiale.

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