Contenuto riservato agli abbonati

Modena. «Donne vittime della violenza: seguiti 400 uomini in 10 anni»

Nel programma è in corso il trattamento di 51 persone che vogliono cambiare Monica Dotti: «Basta con gli alibi, serve impegno per raggiungere il benessere»

Il Centro “Liberiamoci dalla violenza”(Ldv) di Modena compie dieci anni e per l’occasione ieri si è tenuto un incontro di approfondimento presso la sede al Consultorio di via Don Minzoni. All’indispensabile intervento sulle donne, che sono vittime di violenza e che vanno accolte, sostenute, tutelate, occorre infatti intervenire anche sull’autore della violenza, per generare un cambiamento culturale che contribuisca all’eliminazione di ogni atto aggressivo. «Sono oltre 400 gli uomini seguiti dal nostro Centro nei suoi primi dieci anni di vita – ha sottolineato la coordinatrice di Ldv Monica Dotti - di cui 51 attualmente in trattamento. Dieci anni fa abbiamo lanciato una sfida, siamo partiti da un convegno, dal titolo “Anche gli uomini possono cambiare”, una sfida che è diventata una realtà consolidata, riconosciuta a livello regionale e nazionale come primo centro gestito da un’istituzione pubblica. Abbiamo così aiutato ad avviare diversi centri Ldv negli altri capoluoghi di provincia in Regione».

«Possiamo dire che ora gli uomini non hanno più alibi, se vogliono essere diversi, anche se sappiamo che ci vuole impegno, coraggio e costanza. Dietro ogni uomo che consolida l’abbandono della violenza nella sua vita ci sono una donna e dei bambini che sono più sereni, e questo per noi è lavorare per la salute di tutti, e promuovere il benessere di tutta la comunità», ha concluso Dotti.


All’incontro hanno partecipato anche la direttrice sanitaria Ausl Silvana Borsari, gli psicologi del Centro, i referenti dei servizi di Pronto soccorso e Medicina d’Urgenza, Consultorio, Psicologica Clinica e Medicina legale, una rete di servizi che l’Ausl ha istituito negli anni per contrastare il fenomeno. Accanto a loro il prefetto Alessandra Camporota, per la Questura di Modena Laura Amato, dirigente della Divisione Anticrimine, Francesca Tilocca Ccmandante del Radiomobile dei Carabinieri e l’assessora alle pari opportunità del Comune Grazia Baracchi in rappresentanza della Conferenza territoriale sociale e sanitaria modenese.

Una rete, quella nella nostra provincia, che vede nell’instancabile lavoro dei Centri aAntiviolenza un importante punto di accesso per molte donne e che si allarga anche grazie ai servizi messi in campo dal sistema sanitario. «Abbiamo visto in questi dieci anni che gli uomini possono cambiare se si offre loro la possibilità – ha fatto presente Alessandro De Rosa, psicologo-psicoterapeuta di Ldv - sappiamo che il percorso di cambiamento raggiunge ancora pochi uomini è importante quindi inviare loro un messaggio di responsabilizzazione. Non dimentichiamo che la maggior parte degli uomini che compie violenza sulle donne non è un malato psichiatrico».

« I centri Ldv sono un investimento importante che la nostra Ausl per prima ha deciso di promuovere già 10 anni fa – ha concluso la dottoressa Silvana Borsari - alla luce anche dell’aumento di violenze sulle donne che purtroppo si continuano a riscontare anche sul nostro territorio e nei nostri ospedali». Nel 2020 gli accessi nei Pronto Soccorso e nei Punti di primo intervento nella provincia di Modena della rete Ausl per violenza sulle donne sono stati 336 di cui 116 a Carpi, 79 a Vignola, 77 a Mirandola, 27 a Pavullo e 19 a Castelfranco. Le donne appartengono a ceti sociali ed etnie diverse.