Sassuolo. Anche il centrodestra lascia Ruini da solo «Basta opinioni, conta il bene comune»

Severi (Forza Italia): «Prendo le distanze, gli amministratori siano chiari». Caselli (Lista Sassolesi): «Per fortuna c’è il sindaco» Si moltiplicano le voci di richiesta di dimissioni. Menani gli ritirerà le deleghe dandogli il benservito?

SASSUOLO Chi direttamente, chi più velatamente, anche il centro-destra isola Corrado Ruini. Da Luca Caselli, lista Sassolesi e presidente del consiglio comunale, che sottolinea la propria posizione favorevole al vaccino, a Claudia Severi che ha richiesto una riunione di maggioranza. Riunione che si terrà lunedì: e allora occorrerà vedere cosa accadrà. Ad attendere prima della prossima mossa è anche il Partito Democratico, pronto a valutare qualsiasi opzione, mentre l’Anpi chiede al Comune di impegnarsi affinché nessuno dei relatori chiamati a parlare nell’ambito dei progetti per lo sviluppo del pensiero critico “propugni tesi antiscientifiche”.



Gli ultimi giorni hanno dato un gran da fare al sindaco Gian Francesco Menani e alla giunta dopo la bufera scoppiata al consiglio comunale. Occasione in cui, in risposta a un’interrogazione della capogruppo dem Maria Savigni, Corrado Ruini ha parlato di quei 10mila euro stanziati per «progetti di qualificazione scolastica di educazione all’analisi critica dell’attualità».



Una presentazione che ha fatto storcere il naso al Pd, il cui presentimento è che tali progetti con cui Ruini nel suo intervento ha spiegato di volere fare ascoltare «qualche voce dissenziente» agli studenti, possano portare esponenti no-vax negli istituti. Menani ha fatto – ancora una volta – da scudo al suo assessore sottolineando come non ci sia alcuna intenzione da parte dell’amministrazione di portare relatori no vax nelle scuole.

E anche se parte della giunta e dei consiglieri paiono schierarsi a lato di Ruini, si respira aria di burrasca nella maggioranza. Luca Caselli dal suo profilo Facebook, pur condividendo l’intervento del sindaco ci tiene a ribadire la sua: «La mia personale posizione sulla vaccinazione penso sia nota. La mia posizione istituzionale è la stessa. Questo tema non mi appassiona, perché è divisivo e provoca spesso malumori. Quando però la questione tocca le istituzioni, allora non c'è spazio per l'opinione o la discrezionalità, ma solo per il bene collettivo. E il bene collettivo oggi è la vaccinazione».

E se è vero che le parole hanno un peso, questo pensiero di Caselli lascia intravedere un netto distacco da Corrado Ruini. «Per quanto mi riguarda, - continua Caselli - le teorie no vax sono quanto di più distante da me possa esistere». Nella discussione, qualcuno sostiene come “le parole dell’assessore hanno fatto capire tutt’altro”. E Caselli, controbatte: «Per fortuna abbiamo anche un sindaco».

Primo cittadino che adesso, dopo che il caso è stato ripreso anche a livello nazionale approdando in parlamento, ha una patata bollente tra le mani, con tanti che invocano a gran voce le dimissioni dell'assessore. «Prendo le distanze. Io – così Claudia Severi, consigliera di Forza Italia - rispetto la libertà di tutti come cittadina. Ma non come amministratore, perché credo che da amministratore ci siano delle posizioni da tenere in modo chiaro». Il Pd attende di vedere cosa succederà nella giunta. «Stiamo valutando tutte le opzioni», così Maria Savigni, capogruppo Pd. «L’assessore ha parlato esplicitamente a nome della giunta. Poi c’è stata una difesa un po’ d’ufficio da parte del sindaco che in parte ha preso le distanze ma non ha sfiduciato il suo assessore. Qual è la vera posizione della giunta? E della Lega?», continua. E sul possibile “equivoco” nell’interpretare l’intervento di Ruini: «Il suo discorso è chiarissimo. Ha parlato di decreti legislativi al limite dell’incostituzionalità, era evidente che si riferiva alla pandemia, quindi il progetto scolastico è evidentissimo che vuole portare nelle scuole delle persone che non la pensano come la maggior parte dei media. In un momento come questo dove le attività produttive stanno ripartendo grazie alle persone che si sono vaccinate, mi domando che senso ha che un amministratore sostenga delle posizioni anti-vax: è paradossale dal punto di vista della tenuta economica del territorio».

Intanto si moltiplicano le voci circa possibili  richieste di dimissioni,  potrebbe arrivare in consiglio da parte del Pd.

L'interessato, l'assessore Ruini, non pare minimamente sfiorato dall'idea di fare un passo indietro. Eventualmente potre essere il sindaco a chiedergli di farlo, ritirandogli le deleghe dandogli il benservito. Oppure, potrebbe aspettare che passi la burrasca per tirare avanti come nulla fosse

Infine l’Anpi: «Ruini, che non ha mai nascosto le sue simpatie no vax chiama “pensiero unico” il lavoro di scienziati, politici, filosofi, ai quali vuole contrapporre il “pensiero critico”, che temiamo sia solo l’ultimo disperato tentativo di proporre teorie del complotto senza alcun supporto scientifico, medievali nel loro retaggio culturale quando non post-fasciste nell’impostazione e nella dialettica».

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