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Nonantola, alluvione un anno dopo. Il sindaco Nannetti: «Non è facile ma facciamo il massimo»

Il sindaco di Nonantola traccia un bilancio: «Abbiamo ricevuto 1500 domande Ringrazio chi ci ha dato una mano. E a chi ha problemi dico: venite in Comune»

nonantola. Federica Nannetti è stata rieletta nel 2019 a Nonantola. Da due anni si trova a fronteggiare, da prima cittadina, la pandemia e, dal dicembre del 2020, anche un’alluvione che secondo i dati ha provocato danni per 70 milioni di euro.

Sindaca, com’è la situazione a Nonantola?


«Non facile. Tutto il mondo sta affrontando un nemico invisibile, il virus, e noi nonantolani, da un anno a questa parte, stiamo provando a ripartire dopo una tragica calamità naturale».

E state ripartendo bene?

«Al meglio delle nostre possibilità. Come Amministrazione ci siamo impegnati e ci impegneremo al massimo per garantire, nel minor tempo possibile, il ritorno a una situazione di normalità».

Come?

«Ad esempio abbiamo ottenuto deroghe importanti su protocolli nazionali. Riporto un fatto per essere più chiara. Se il protocollo di emergenza standard, come può essere della grandine, simile a quello dell’alluvione, prevede massimo 1500 euro di rimborso solo per i mobili distrutti, noi ne abbiamo previsti dieci volte tanti, ossia 15mila. Insomma, stiamo facendo il possibile».

Sempre inerente al tema dei risarcimenti, ha qualche dato?

«In questo periodo, in Comune, stiamo lavorando per mettere insieme tutte le richieste di rimborsi al fine di tracciare un perimetro. Ad oggi, abbiamo ricevuto 1500 domande di risarcimento e di queste, oltre 1200 sono inferiori ai 15mila euro. Pensi che, prima dell’apertura dello sportello per l’accettazione delle richieste, ne avevamo previste 2400».

E questo cosa vuol dire?

«Vuol dire due cose: la prima che c’è una parte di cittadini che, avendo fatto tutti i calcoli dei danni, si è accorta di poter sostenere i costi e non gravando, così, sulle spalle del settore pubblico. E poi che un’altra parte di cittadinanza non ha fatto richiesta perché sarebbe stato inutile, avendo commesso un abuso edilizio. Quest’ultimo è infatti uno dei motivi per i quali non viene concesso il rimborso».

Tornando al 6 dicembre del 2020, quanto è stata importante la Protezione civile?

«Tantissimo, perché ci ha fornito professionalità, celerità e sicurezza. Nel giorno dell’esondazione e nelle 48 ore successive la Protezione civile ha svolto circa 600 interventi. Perciò abbiamo deciso di ringraziarli facendo un pranzo proprio oggi. Ma limitarmi solo a ringraziare loro sarebbe riduttivo. Sono grata anche ai vigili del fuoco, alla croce rossa, alle forze dell’ordine, che insieme ci hanno aiutato a fronteggiare meglio quella tragedia».

Ha un messaggio per i cittadini?

«Vorrei che chiunque avesse dei problemi venisse in comune ad interloquire con le istituzioni, che sono sempre aperte al confronto. È la via migliore. Inoltre auspico che la rabbia presente in alcuni nonantolani diventi energia per ripartire più forte».

E.B.

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