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Pavullo. La magia del presepe sul tir e la Via Crucis rinnovata per ricordare Sebastiano

Nel secondo anniversario della scomparsa del vulcanico frate a Pavullo fino al 15 la rappresentazione che ha girato il mondo  

l’omaggio

Pavullo. Sono già due anni senza Padre Sebastiano Bernardini, il vulcanico frate cappuccino scomparso il 15 dicembre 2019 a 92 anni. Nell’anniversario, mercoledì prossimo alle 18 nella chiesa dei frati, a Pavullo, verrà celebrata una messa in ricordo dal parroco don Roberto Montecchi, padre Paolo Grasselli (guardiano del santuario di Puianello) e monsignor Germano Bernardini, fratello di Sebastiano e ultimo rimasto della sua grande famiglia.


Ma il ricordo dell’indimenticabile frate, a ridosso del Natale, non può non passare dalla sua creatura prediletta: il Presepe Itinerante, realizzato su un tir e acceso per la prima volta il 16 dicembre 1992 da Giovanni Paolo II in piazza San Pietro. Sono passati quasi trent’anni, ma da quest’opera traspare ancora non solo la fede, ma tutto il messaggio di gioia che ha sempre contraddistinto Sebastiano. E così gli amici del frate si sono accordati con don Roberto per riportare il presepe “a casa” in occasione dell’anniversario: da venerdì sera è sul piazzale della chiesa, dove Claudio Montorsi, lo storico autista del tir, è riuscito in un parcheggio “chirurgico”. Partita da Sassuolo, la spedizione (con Romano Ghinelli, Paolo Manattini e Valter Camatti) è stata scortata nell’ultimo tratto dalla polizia Locale del Frignano, che ha chiuso viale Martiri per i minuti necessari alla manovra del tir. Ancora l’Iveco che venne donato a Sebastiano a Torino (a cui è stata risistemata la frizione), mentre il presepe meccanico sul rimorchio fu realizzato da Giuseppe Ricci col sostegno di Mirage. Qui resterà fino alla sera del 15, poi il 16 partirà per Marano, Guiglia e Vignola. A occuparsi della custodia, come sempre Daniele Baccaro. L’anno scorso con le restrizioni non si poté organizzare il tradizionale tour del presepe, che andò solo a Nerviano, nel milanese. Riportarlo a Pavullo per l’anniversario ha avuto un sapore speciale: «È come se Sebastiano fosse ancora qui con noi – hanno detto gli amici – anzi, è certamente così, anche se non lo vediamo».

Ma la ricorrenza è stata onorata anche in un altro modo: con la ricollocazione della Via Crucis voluta da Padre Sebastiano sulla stradina che porta alla Grotta di Lourdes, con le raffigurazioni in ceramica di Ricci. Le vecchie cornici in legno ammalorate sono state sostituite da nuove in alluminio, praticamente eterne, finanziate da un benefattore sassolese. «Sebastiano vide il primo esemplare ristrutturato poco prima della scomparsa – ricordano gli amici – e gli piacque molto. Adesso da lassù sarà contento dell’opera finita».

D.M.

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