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San Prospero Incendio devasta Kiki Sport Aveva appena inaugurato

Fumo e poi fiamme all’improvviso ieri alle 11: forse si è trattato di un cortocircuito Il titolare è riuscito a salvarsi, ma è andato tutto distrutto: merce e arredamento

Daniele Montanari

San Prospero. Un incendio nel negozio appena ristrutturato che distrugge tutto: dall’arredamento a giacche, tute, scarpe, palloni e tutto ciò che ci può essere in una rivendita di articoli sportivi. È un vero disastro quello che ha travolto ieri il Mr. Football Kiki Sport di San Prospero, in via Canaletto 141. Bastano le parole a caldo del titolare Paolo Luppi per capire: «Se fossi morto, sarebbe stata meglio» ha detto ieri, stravolto dall’accaduto.


Il negozio aveva riaperto un mese fa dopo un restyling completo in cui Luppi aveva investito tanto. Doveva essere pronto al meglio per lo shopping di Natale, e ieri mattina lui era lì per la prima domenica di apertura proprio per le vendite delle feste. Erano quasi le 11: all’interno ha visto sprigionarsi improvvisamente del fumo e poi subito le fiamme. Immediato l’allarme ai vigili del fuoco, ma l’escalation è stata inarrestabile: è riuscito a mettersi in salvo, ha tentato di portare fuori qualcosa ma alla fine è stato tutto vano. Fuoco e fumo hanno distrutto praticamente tutto: la merce così come i locali, sia quelli del negozio davanti che quelli del magazzino dietro, per una superficie di quasi 400 metri quadrati.

Sul posto sono intervenute tre squadre di pompieri (da Carpi, Mirandola e San Felice) più in supporto una da Modena con l’autoscala. La lotta contro le fiamme è durata tutto il giorno: le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza si sono concluse solo a sera. Oltre al primo spegnimento si è infatti dovuto provvedere a un’ampia opera di smassamento di tutta la montagna di vestiti e articoli sportivi portati fuori, al cui interno covavano braci. E ciò che non è stato divorato dalle fiamme è stato reso inutilizzabile dal fumo. Tutto perso, insomma, dopo che tutto era stato rimesso a nuovo. Immaginarsi lo stato d’animo di Luppi, nel vedere travolti così i suoi progetti.

Il calore che si è sviluppato all’interno è stato talmente forte da fare scoppiare alcune pignatte del solaio superiore: da qui l’inagibilità del negozio (oggi le verifiche dei tecnici comunali per la formalizzazione) e probabilmente anche di parte del piano superiore che ospita uffici, vuoti fortunatamente in questi giorni. Ci vorrà tempo dunque per le operazioni di bonifica e ripristino, in un contesto in cui non si è salvato nulla.

Ma tutto questo per cosa? Sono in corso gli accertamenti per capire quale possa essere stata la causa di un incendi di queste proporzioni. Esclusa subito la pista del dolo, è assodata ormai la causa accidentale. Non trattandosi di sigaretta o altre dinamiche legate a comportamenti, al momento restano in piedi l’ipotesi del cortocircuito o del guasto all’impianto di riscaldamento. Oggi forse si capirà già qualcosa di più. Nessun danno per il bar a fianco, da cui sono arrivati i primi aiuti nell’emergenza.

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