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Un pranzo speciale per la Protezione civile che un anno fa salvò Nonantola dal fango

Ieri il paese ha ospitato i suoi eroi arrivati da tutto il Nord Italia Visita al museo benedettino. E poi serviti a tavola da sindaco e giunta 

la storia

NONANTOLA. Sono stati ringraziati con una visita nei luoghi storici della città e un pranzo speciale i volontari della Protezione civile di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Un regalo a coloro i quali, appena un anno fa, hanno aiutato a ripulire dalla fanghiglia case, centro ed edifici pubblici dopo l'esondazione del Panaro.


Alle 10.30 tutte le delegazioni si sono ritrovate presso l'abbazia di Nonantola, una delle più importanti in regione. Da lì, poi, i volontari si sono divisi in due gruppi che, in due momenti diversi della mattinata, hanno visitato rispettivamente il museo Benedettino e Diocesano e poi la Torre dei Bolognesi, entrambi con esperte guide. Dopo, alle 12.30, tutti a mangiare presso la Polivalente 90. Nella veste di camerieri il Consiglio comunale e la giunta, i quali hanno provato, almeno in parte, a ricambiare l’aiuto che i volontari hanno prestato nel dicembre dello scorso anno. «È emozionante essere qui un anno dopo - racconta la direttrice della Protezione civile dell’Emilia-Romagna Rita Nicolini - e vedere che, in fin dei conti, gran parte dei danni sono stati riparati. Qual è stata la ricetta vincente? La collaborazione tra i voontari di diverse regioni, che con un mix di professionalità e solidarietà sono riusciti ad aiutare incredibilmente la cittadinanza».

E dunque l’unione ha fatto la forza. Stefano Guderzo è un funzionario della Protezione civile della regione Veneto, e con la sua squadra ha operato nei giorni appena successivi all’esondazione del fiume: «In Veneto accadono frequentemente sciagure di questo tipo, e dunque eravamo già specializzati. Ma credo che oltre a ciò sia stata indispensabile una buona dose di solidarietà e di organizzazione che ci ha portato a fronteggiare al meglio la situazione». In termini numerici, dal Veneto sono stati mossi complessivamente 250 volontari da Padova, Rovigo e Verona, di cui oltre 60 con la prima spedizione. Molto apprezzata la visita alla città. Elena è una volontaria della Protezione civile di Mozzecane, un comune di appena 8000 abitanti in provincia di Verona, e si dice «soddisfatta della visita. Sono, questi, riconoscimenti apprezzati. E poi, vedere che a Nonantola la situazione è normale, ti riempie di felicità». Ripensa al suo aiuto Andrea, volontario anche lui veneto: «Appena siamo arrivati - dice emozionato - abbiamo trovato cantine distrutte dal fango. In un giorno siamo riusciti a sistemare, con fatica, alcuni sotterranei».

A fine giornata, a tracciare il bilancio è stata la sindaca di Nonantola Federica Nannetti: «Grazie a voi, che avete fatto in pochi giorni più di 600 interventi e ancora una volta dimostrato che l’unione fa la forza. Oggi non tutto è risolto, ci sono 19 famiglie fuori casa, ma la situazione è nettamente migliorata. La chiusura per la richiesta di domande di rimborso è datata al 17 dicembre, poi partiremo con i risarcimenti nel minor tempo possibile. Segnalo anche che abbiamo chiesto al governo di poter gestire per interno noi come Comune i 70 milioni previsti, così da poter essere più celeri».

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