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Via Berengario, la rabbia dei negozianti: «Il cantiere sta uccidendo il commercio»

Artigiani ed esercenti lamentano una situazione ormai insostenibile: zero parcheggi, pochi passanti, scarsa visibilità

Sono molto amareggiati i commercianti di via Berengario che, nonostante il periodo natalizio, si sentono penalizzati dalla chiusura di via Ciro Menotti che si protrae da due anni e mezzo a causa di un grosso cantiere per la ristrutturazione di un palazzo, con conseguente perdita di parcheggi e passaggio di gente. Denunciano una situazione di parziale degrado causata dalla sporcizia in alcune giornate della settimana. «Le nostre ripetute proteste sembra rimangano sempre inascoltate dall’amministrazione comunale – sottolinea Mila Artioli della boutique “Immagine” – la situazione negativa di questa via si protrae da anni in più è subentrata la chiusura di via Ciro Menotti che provoca l’impossibilità totale di passaggio su un tratto di via Berengario e questo è fortemente penalizzante».

«Eppure questa via, si presterebbe ad innumerevoli iniziative – afferma Beauty Osawe titolare di “Cipria” - visti gli ampi portici, ma quelle fatte in passato non hanno ottenuto grandi risultati mi dicono i colleghi, forse perché anche di non troppa elevata qualità. Fortunatamente da qualche anno sotto Natale sono state apposte le luminarie ma come si può notare via Berengario in un sabato mattina di dicembre alle 11,30 si presenta vuota».


E se Maria Cecilia Masetti dell’erboristeria “San Francesco” sottolinea l’ormai totale mancanza di parcheggi in zona, arrabbiatissime sono le titolari Cagliroi Mingione del salone di Jean Louis David che fa angolo con Ciro Menotti e Fiorella Negrelli parrucchiera di “Il cuore dei capelli”, l’attività in assoluto più penalizzata poiché inghiottita del cantiere.

«La sensazione che provo non è più di rabbia ma di triste rassegnazione e profonda delusione – rammenta Negrelli - questo cantiere ha ucciso la mia attività: non ho più passaggio e visibilità. Mi avevano promesso in Comune una freccia su via Berengario per segnalare l’esistenza della mia attività, ma non è stata mai messa, nonostante le mie ripetute richieste. Inoltre, non solo sono circondata dalla sporcizia che spesso si crea in questa via chiusa ormai abbandonato, ma non ho un luogo dove poter scaricare la merce perché se lascio l’auto a inizio strada anche solo per pochi minuti e passa la polizia municipale prendo una multa. E a proposito di municipale, sono state ripetute le segnalazioni che mi hanno fatto riguardo al posizionamento di due vasi sul marciapiede davanti al mio negozio, nonostante abbia segnalato la motivazione in Comune e mi sia stato informalmente concesso. Questi servono a scoraggiare il passaggio pericoloso dei motocicli nella strettoia che si è formata tra il cantiere e la mia attività, nonostante il divieto di transito. La situazione è insostenibile – ha detto Mingione - abbiamo bisogno di risposte sulla durata del cantiere, di più pulizia, di più tolleranza e di più sicurezza: ci sono venditori ambulanti di nazionalità straniera che pretendono a tutti i costi di entrare nel salone a vendere i loro prodotti alle clienti in attesa».

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