Contenuto riservato agli abbonati

Modena. Super Green Pass? Ecco le navette no-green pass per portare i figli a scuola

Con l’obbligo del certificato per salire sui mezzi pubblici, per alcune famiglie si apre un enorme problema: come mandare i figli non vaccinati o senza tampone a scuola? E così nel sommerso delle chat no-vax e no-green pass di Telegram ci si è organizzati con grandi bacheche virtuali.

MODENA. «Cerco due posti da Modena a Castelfranco». «Offro due posti da Bastiglia a Modena».

Sono solo alcuni delle decine di messaggi che si trovano su internet per quello che viene definito “trasporto solidale”, in pratica un servizio di trasporto per studenti senza green pass. Con l’obbligo del certificato per salire sui mezzi pubblici, per alcune famiglie si apre un enorme problema: come mandare i figli non vaccinati o senza tampone a scuola?


E così nel sommerso delle chat no-vax e no-green pass di Telegram ci si è organizzati con grandi bacheche virtuali suddivise per aree geografiche, in cui i genitori possono inserire orario, luogo di partenza e destinazione, con la speranza di incrociare le proprie necessità con quelle di un’altra famiglia e infine ammortizzare i costi. Se infatti fino alla settimana scorsa i ragazzi che frequentano le superiori potevano tranquillamente salire sulle corse di Seta, ora dovranno trovare modi alternativi per raggiungere gli istituti.

Si è creato negli ultimi giorni un capillare tentativo di accordare le esigenze di mamme e papà con quelle di altri genitori sconosciuti ma che in comune hanno un percorso, una scuola o un orario. Solo nel canale dedicato a Modena e provincia si contano oltre 400 messaggi in pochi giorni. La geografia scolastica del nostro territorio è molto complessa; gli spostamenti non sono unidirezionali verso il capoluogo, ma ben più tentacolari vista la presenza di importanti istituti superiori a Carpi, Sassuolo, Castelfranco, Vignola e Maranello, che vantano centinaia di iscritti.

Sembra assurdo ma c’è anche chi sta pensando di allestire una sorta di “Uber no-green pass” con cui organizzare viaggi per ragazzi non vaccinati, ispirandosi al famoso servizio di taxi privato diffuso in tutto il mondo (tranne che in Italia).

In tutto ciò c’è un nemico, Seta. C’è addirittura chi si offre di accompagnare i figli di altri a scuola a patto che venga richiesto il rimborso dell’abbonamento annuale, in modo da creare un danno economico all’azienda di trasporti. Va detto per inciso che la decisione di inserire il green pass sui bus non è certo dipesa da Seta. Tuttavia, come spesso accade in questi ambienti, si identifica un “nemico” e si cerca di colpire nei modi più disparati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA